Dolce Timidezza, dove vai?
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Dolce Timidezza, dove vai?

I due aspetti della timidezza. Conoscere per capire.

Quant’è bella la timidezza ritratta sui volti della gente; quella che si manifesta attraverso il rossore sulle gote e un sorriso che fatica a mostrarsi. Quella che ha il sapore dell’esitazione e del pudore, dell’incertezza.

Il timido cauto e sobrio, quello riflessivo e che per sua stessa natura rispetta le regole sempre e comunque a noi piace assai.

timidezzaPerché lui non fa rumore, non alza la voce e sa ascoltare. Introspettivo ed empatico al punto da richiamarci alla mente l’immagine di un adolescente un po’ goffo, impacciato, ma buono; con lo sguardo un poco basso e che si sente inadeguato senza però esserlo mai davvero.
Questo tratto della personalità, sul quale tanto si è detto e ancor più si è scritto, sembrerebbe svilupparsi nell’individuo già nella prima infanzia.

Con il tempo, con la crescita, quindi, e in relazione al contesto sociale soprattutto, può poi scomparire spontaneamente.

Solitamente una vita ricca di incontri, esperienze e relazioni sempre nuove permettono di superare questo stato.

Basterebbe, infatti, raggiungere una maturazione psicofisica e affettiva, conquistare un buon livello di autonomia e la consapevolezza delle proprie possibilità per far sì che quella timidezza, così bella, non ci impedisca poi di vivere serenamente.

Un’eccessiva emotività, infatti, potrebbe ostacolare la lucidità di pensiero e la capacità di comunicare e di conseguenza abbassare il livello dell’autostima e, nei casi più gravi, addirittura portare sempre più a un isolamento sociale. Perché, capita che l’individuo timido, a un certo punto, finisca per sopravvalutare le difficoltà e a sottovalutare le proprie capacità.

Ciò che può tornare molto utile, in questi casi, sono i  percorsi di crescita, personale e professionale, al fine di potenziare le proprie competenze. Come? Credendo sempre nei propri mezzi e potenzialità. Così che quel bel rossore sulle gote ci renda solo più belli e non più insicuri.

Per approfondire questo argomento, clicca qui.

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