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Vogliamo vivere più pienamente? Attiviamo il nostro S.A.R.

Vogliamo vivere più pienamente? Attiviamo il nostro S.A.R.

La maggior parte degli esseri umani vive ben al di sotto la soglia del potenziale vitale messo biologicamente a sua disposizione. Può vivere la sua vita in pienezza, in abbondanza, al cento per cento delle sue effettive potenzialità, e si accontenta di un vissuto povero e scialbo, come una sorta di “vituccia striminzita” e ancora in germe.

Forse, se parlassimo ancora in parabole, sarebbe come dire che “…un uomo aveva ricevuto una grande eredità che era stata posta proprio sotto il suo letto, eppure, per ignoranza, viveva una vita di stenti e privazioni…”, completamente sconosciuto a se stesso. Oppure, sarebbe come aver avuto in regalo una favolosa macchina da corsa del valore di milioni di euro che poi il “fortunato” guiderà come una vecchia cinquecento a doppietta.

Siamo come questo sciagurato guidatore, inconsapevoli di noi stessi, del nostro reale valore e potenziale vitale, quindi, facciamo grandi sforzi per vivere e otteniamo grami risultati.

Ma cosa succederebbe se potessimo ribaltare questo assunto e rivestirci del motto: “POCO SFORZO, MAGGIOR RISULTATO”!
Se vogliamo vivere pienamente la nostra vita, e ottimizzare le nostre risorse vitali, dobbiamo iniziare a crescere nella consapevolezza di chi siamo e come funziona la nostra macchina biologica. Dobbiamo, perciò, attivare una funzione cerebrale che tutti noi possediamo e che in psicologia prende il nome di S.A.R., con un acronimo che vuol dire Sistema di Attivazione Reticolare. La maggior parte di noi conoscerà questa funzione solo in maniera sporadica e limitante, relegata spesso al fenomeno dell’innamoramento o della vera passione per qualcosa.

“Nonostante siano stati piantati nello stesso suolo e beneficino delle stesse condizioni esteriori di temperatura e di umidità, come anche delle stesse cure, vi sono alberi che producono fiori dai colori smaglianti e dai profumi squisiti e frutti deliziosi, mentre altri non danno che fiori scialbi, inodori, e frutti immangiabili. Si possono fare le stesse osservazioni per gli esseri umani. Perciò, quando qualcuno sostiene che siano la famiglia, la società o gli avvenimenti a determinare il suo destino, i suoi successi o insuccessi, la sua elevazione o la sua caduta, questo in parte è sicuramente vero, ma solo in parte. In realtà, quello che ciascuno vivrà dipende anzitutto dalla natura del “seme” o del “nocciolo” che egli stesso rappresenta, dipende cioè dal suo modo di pensare, di percepire gli avvenimenti, di assimilarli e anche di trasformarli. Dunque, se vi trovate in condizioni difficili, invece di volerle cambiare o aspettarne di migliori, è su voi stessi che dovete lavorare. Scavate profondamente in voi e troverete degli elementi, delle potenze, delle virtù, grazie alle quali darete i frutti più succulenti” (Omraam Mikhaël Aïvanhov).

Dicevamo che molti di noi attiviamo inconsapevolmente questa favolosa funzione solo quando siamo innamorati, o quando ci appassioniamo a qualcosa. Pensiamo a cosa succede in questi casi, prendendo ad esempio la necessità di acquistare una automobile: ci mettiamo a pensare a quale auto ci piacerebbe acquistare, ne visualizziamo il colore preferito, cominciamo a vederla sotto casa, sfrecciare dietro un autobus, in televisione danno la pubblicità proprio con l’auto dello stesso colore dei nostri desideri, un vicino di casa l’ha acquistata proprio oggi, ci sembra proprio che tutto il mondo stia accordandosi su quell’oggetto del nostro desiderio. Ci viene quasi il delirante dubbio che i nostri gusti facciano tendenza, ma non è così, è solo l’attivazione del nostro SAR che ci ha fatto focalizzare l’intenzione, funziona come uno zoom che si concentra e si accorda su quello scopo. La nostra mente diventa improvvisamente più aperta, più recettiva, più presente a se stessa, quasi come se ci fossimo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda dell’oggetto bramato:  lo stesso concetto è studiato nella fisica quantistica con il nome di legge di attrazione.

Anche quando ci innamoriamo, qualcuno ha detto che somigliamo di più a Dio, in quanto diveniamo più leggeri, agili e creativi; sicuramente il nostro SAR ci rende molto più recettivi, aperti, ottimisti e creativi. Così ci accade di essere più gentili e amabili, troviamo soluzioni insospettate, non avvertiamo la stanchezza, non consideriamo nulla come un sacrificio se ci porta accanto all’amata, la vediamo ovunque, anche le nuvole delineano il suo volto e sembrano scrivere perfino il suo nome, un tripudio di endorfine e serotonina. Quale meraviglia! …Anche quando accade a 70 anni, si rinnovano gli stessi benefici a causa della plasticità neuronale che attiva e mette in gioco nuovi circuiti appositamente funzionanti allo scopo con nuova e abbondante mielina prodotta dal nostro organismo, pronta ad accelerare la conduzione saltuaria con relative prestazioni eccellenti.
E’ un vero peccato che non siamo abbastanza consapevoli di noi stessi, tanto da attivare a nostro piacimento questo prodigioso sistema reticolare.
Al contrario, sappiamo molto bene usarlo nella sua polarità negativa. Eh si! Perché questo SAR si attiva anche al negativo e ci rende più ricettivi e aperti, attrattivi rispetto alle negatività e agli eventi funesti. Quando ci concentriamo con le nostre migliori energie e ci focalizziamo sulle nostre incapacità, sugli impedimenti giornalieri, sulle contraddizioni quotidiane interpretando come persecutori gli eventi che noi stessi inconsciamente sollecitiamo. Al contrario, in questo caso, il nostro organismo produce tossine, cala l’umore, la produzione di mielina è insoddisfacente e ciò rallenta i processi sinaptici con relative prestazioni scadenti.

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