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Musicoterapia e psicologia: comunicare “con” le parole e “oltre”… L’esperienza di Musicoterapia e Psico-oncologia presso l’Ospedale S.G. Moscati a Taranto

Musicoterapia e psicologia: comunicare “con” le parole e “oltre”… L’esperienza di Musicoterapia e Psico-oncologia presso l’Ospedale S.G. Moscati a Taranto

A partire dalla fine degli anni 90, si è assistito ad una ridefinizione del concetto di salute e ad un diverso orientamento della cultura medica, più attento ed interessato a considerare il concetto di “prendersi cura” della persona e non solamente di “curare”. In realtà il salto è molto complesso, in quanto implica un profondo cambiamento culturale: si passa da una medicina centrata sul medico ad una medicina centrata sul paziente (patient centred).
In particolare, quando si parla di malattie neoplastiche, caratterizzate da percorsi terapeutici lunghi, dolorosi e impegnativi, si fa ancora più pregnante l’esigenza di portare in primo piano il malato come “persona”, transitando dalla dimensione squisitamente clinica e terapeutica, verso una dimensione che ingloba anche gli aspetti umani e relazionali. Si tratta, quindi, di realizzare compiutamente quel quadro di benessere fisico, sociale e mentale identificato in modo esplicito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità quale definizione del concetto di salute.

Queste sono le basi epistemologiche, esperenziali del progetto Progetto di Psico – Oncologia e di Musicoterapia: “Accogliere e Costruire per Creare la Sinfonia della Propria Vita” realizzato dalle associazioni Iris (Insieme per realizzare iniziative di solidarietà) di Manduria e dal gj M…T (gruppo jonico Musico Terapisti) di Taranto, in favore dei pazienti del reparto di Oncologia dell’Ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto.

Nello spirito della collaborazione sinergica e produttiva attraverso le peculiarità e competenze di ciascuno, le due associazioni hanno inteso affiancare all’accertamento e presa in carico clinico-psicologica della persona (associazione IRIS), l’utilizzo delle tecniche e strategie proprie della musicoterapia (associazione gj M…T), allo scopo di migliorare la qualità della vita, valorizzare la comunicazione – verbale e non – l’espressione di sé e dei propri bisogni.
Un percorso globale e olistico, quindi, che è partito dall’iniziale accoglienza del malato e del caregiver per renderli in grado di orientarsi nella complicata realtà ospedaliera, al sostegno psicologico, alla consulenza individuale e familiare, alla valorizzazione di una comunicazione, verbale e non, che sia espressione di sé e dei propri bisogni.
In particolare le attività si sono svolte secondo una turnazione settimanale tra psicologici e musicoterapeuti. Il primo intervento ha previsto colloqui, tecniche di rilassamento e di respirazione rivolti, ove necessario, anche ai parenti del degente, al fine di accompagnarli nel percorso di adattamento alla malattia e di restituire al malato dignità e controllo di sè. L’intervento di musicoterapia, ha previsto, in seguito ad un momento di accertamento sonoro-musicale teso ad una conoscenza globale e non solo clinica della persona, la somministrazione di ascolti nella propria stanza, in cuffia o con-dividendo l’esperienza con gli altri pazienti. La musica sollecita l’immaginifico, il rilassamento e la distensione, facilità l’espressione di stati d’animo e sentimenti.

Una recente ricerca canadese mostra come la musica stimoli la dopamina, un neurotrasmettitore che determina una sensazione di piacere e soddisfazione, la stessa sensazione, per intenderci, che proviamo quando gustiamo il nostro cibo preferito o al all’uscita da un negozio con in mano i nostri acquisti.
Nell’ambito del progetto esposto, poi, l’utilizzo della musica, ha rappresentato un “mezzo” per stabilire delle relazioni all’interno di un sistema comunicazionale, un “linguaggio”, finalizzato all’ “espressione per la comunicazione”.
Al primo impatto potrebbe sembrare strano “invadere” la stanza di degenza dei pazienti di un reparto di oncologia, con della musica e magari con alcuni strumenti musicali.
Ma la musica non è solo un fine, è anche mezzo.

Musica come possibilità per manifestare emozioni, sentimenti, ricordi, sofferenze; allora il trattamento musicoterapico non solo risulta opportuno e adeguato, ma è fondamentale strumento per vivere la realtà ospedaliera, la propria malattia e le dolorose terapie, con una diversa e maggiore compliance.
La musicoterapia utilizza prioritariamente il linguaggio corporeo, sonoro e musicale con tutte le sue associazioni espressive non verbali. Gli strumenti musicali, altro non sono che “facilitatori” di questo percorso: sono accessibili a tutti senza la prerogativa di possedere esperienze musicali pregresse e permettono così il passaggio di energia comunicata a un individuo ad un altro. É facile, a questo punto, pensare alla musica quale canale privilegiato in tutti quei casi in cui problematiche di ordine neurologico, psicologico o psico-affettivo che impediscono l’espressione verbale o l’espressione del proprio sé.

”La musica è la migliore consolazione già per il fatto che non crea nuove parole… Le si crede senza riserve, poiché ciò che afferma riguarda i sentimenti. Il suo fluire è più libero di qualsiasi altra cosa che sembra umanamente possibile, e questa libertà redime … Non c’è bisogno di attingervi, poiché esiste già da sempre in noi, e basta semplicemente ascoltare (…)” (Elias Canetti).

 

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