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L’arte nella magia del “qui e ora”

Il contatto con la propria energia vitale è come il mare, le sue onde e le sue profondità. Il mare è l’energia vitale stessa, il grande mare cosmico. Il corpo, la mente, le emozioni e le nostre difficoltà rappresentano le increspature delle onde di questo mare. Andando nelle sue profondità, viene risvegliata la parte più sottile di noi, ed è lì che avvertiremo di più la nostra spiritualità.

Anche le increspature la contengono, ma questa si avvertirà di più nelle sue profondità, è lì dove riusciremo ad avvertire l’energia vitale collegata e al contempo sentire una pace profonda, piena di appagamento e libertà, con un’enorme sensazione di spazio.

Noi passiamo la maggior parte della nostra vita pensando al passato e facendo piani per il futuro, ignorando o negando il presente. Spostiamo le nostre conquiste per un giorno più in là, e pensiamo che quando riusciremo ad avere tutto quello che desideriamo saremo finalmente più felici.

Mi ricordo di una pittrice che era bloccata nel suo flusso di spontaneità e creatività: non riusciva a dipingere più niente. L’energia vitale della creatività non fluiva più, era “intrappolata nella sua increspatura”. Era intrappolata nei suoi pensieri, nella sue emozioni, proiettandosi sempre al futuro con ansia e ricordando sempre con tristezza e malinconia il passato, in una sorta di ansia depressiva. Era intrappolata in questi meccanismi, nell’increspatura del suo essere. Quando le diedi il semplice esercizio di andare in un giardino e sedersi su una panchina e rilassarsi, osservando solo il suo respiro e il suo corpo per dieci minuti, quando la ritrovai per chiederle cosa fosse accaduto, mi disse che era successa una magia… Dopo 5/10 minuti che era seduta ad osservarsi, mi raccontò che quando aprì gli occhi riuscì a vedere tutto ciò che era intorno a lei come fosse più intenso, con colori più vivi, come se tutto fosse più reale e che fu proprio in quel momento che le venne voglia di dipingere ciò che vedeva, e fu proprio in quel momento, dunque, che si sbloccò la sua creatività. Quel breve momento di contatto con il presente, con il “qui e ora”, le riaprì la porta per entrare in contatto con l’energia vitale, con quel flusso di creatività che, in realtà, era sempre stato lì con lei. Così, tramite un semplice esercizio di “dis-identificazione”, poté ricordarsi di non essere solo l’increspatura ma anche la profondità.

Altro esempio fu quello di un padre molto preoccupato dalle responsabilità derivanti da questo ruolo. Gli chiesi di venire ad un mio corso in un fine settimana, per esercitarsi a stare di più nel “qui e ora”. La volta successiva in cui ci incontrammo, mi raccontò cosa successe a quell’incontro. Mi disse che dopo il corso, tornato a casa, quando andò a cambiare suo figlio si accorse di un suo sorriso e che per la prima volta si era dimenticato di far bene il suo ruolo di papà e si era accorto di lui, del suo bambino. Per la prima volta, mi disse: “ho sentito di avere un contatto diverso, di essere lì per lui e non per quello che stavo facendo”, cioè per fare il bravo papà! Anche in questo caso, quest’uomo era riuscito ad uscire dalla sua “increspatura” per vivere il “qui e ora” senza aver bisogno di un ruolo, in maniera totalmente presente.

Di nuovo la magia del “qui e ora” ha messo in contatto con il flusso dell’energia vitale che esiste in ogni momento se solo sappiamo come navigare nel mare dell’essere.

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