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DALL’INSERTO PSICOTERAPIE – I pericoli e i rischi di una guida in stato di ebbrezza.

DALL’INSERTO PSICOTERAPIE – I pericoli e i rischi di una guida in stato di ebbrezza.

Gli effetti negativi dell’alcol sulla guida sono ben noti, esso agisce su diverse funzioni cerebrali (percezione, attenzione, elaborazione, valutazione ecc.), con effetti diversi e strettamente correlati alla quantità di alcol presente nel sangue, cioè al tasso alcolemico.

Esso si misura in grammi di alcol per litro di sangue; un tasso alcolemico di 1g/litro indica quindi che in ogni litro di sangue del soggetto è presente 1 grammo di alcol puro; lo stesso tasso alcolemico può venire espresso anche nella forma 1o/oo (uno per mille) oppure 0,1 %. I primi effetti negativi si cominciano a riscontrare già con valori di 0,2 g/litro, ad esempio nella capacità di suddividere l’attenzione tra due o più fonti di informazioni e nell’interazione con la stanchezza; con un tasso di 0,5 g/litro cominciano ad essere compromessi il campo visivo laterale, i tempi di reazione, la resistenza all’abbagliamento, il coordinamento psicomotorio. Aumentando i tassi di g/litro i sintomi precedenti si aggravano e viene compromessa anche la capacità di valutazione delle distanze, l’attenzione cala in modo notevole, diminuisce la sensibilità alla luce rossa, compare l’euforia, la visione laterale è fortemente compromessa, come pure la percezione delle distanze e della velocità di movimento degli oggetti. A tassi tra 1,5 e 2 g/litro tutti i sintomi precedenti sono in misura esagerata, con la completa sottovalutazione dei pericoli, lo scoordinamento dei movimenti (ad esempio si accelera invece di frenare), reazioni fortemente rallentate. Tutto questo si riflette sui rischi di incidente grave.  Schematizzando quindi, potremmo elencare e suddividere i rischi relativi all’uso di sostanze alcoliche in:

  • sottovalutazione del pericolo (dovuta al senso di euforia che si avverte) con conseguente aumento del rischio;
  • riduzione della velocità di trasmissione degli stimoli e quindi tempi di reazione più lunghi;
  • minore capacità di concentrazione e, a lungo andare, sonnolenza;
  • alterazione del senso della distanza e della velocità;
  • alterazione delle capacità visive (in particolare della visione laterale): chi guida in stato di ebbrezza tende a portarsi al centro della strada poiché l’abuso di alcool provoca la cosiddetta visione a tunnel;
  • Maggiore sensibilità all’abbagliamento.

Quello che preme sottolineare è che quando si bevono delle bevande alcoliche gli effetti sul cervello si vedono già dopo sei minuti. Infatti, sappiamo con certezza che l’uso di alcol può avere effetti di ampia portata sul cervello, che vanno dal semplice vuoto di memoria a una condizione permanente di debilitazione, difficoltà motorie, di eloquio, tempi di reazione rallentati, compromissione della memoria; ed alcuni di questi deficit sono già rilevabili dopo uno o due bicchieri!!
Grandi quantità di alcol, specie se consumate rapidamente e a stomaco vuoto, possono provocare perdita di coscienza o incapacità di ricordare dettagli di eventi, o addirittura eventi interi, intercorsi in un determinato lasso di tempo.La perdita di coscienza è molto più comune tra i cosiddetti “bevitori sociali” e dovrebbe essere considerata come una potenziale conseguenza di intossicazione acuta, a prescindere dall’età e dall’eventuale dipendenza clinica dall’alcol del consumatore.Coloro che bevono grandi quantità di alcol da lungo tempo corrono il rischio di sviluppare gravi e permanenti cambiamenti cerebrali. L’assunzione di alcol in forti quantità e per lunghi periodi può provocare il rimpicciolimento del cervello e una deficienze di fibre (materia bianca) che trasportano le informazioni tra le cellule nervose (materia grigia), può danneggiare il fegato, l’organo principalmente responsabile della metabolizzazione dell’alcol.

Le norme in merito sono giustamente molto severe, ma non sono ben conosciute da tutti, soprattutto dai più giovani. Il 23 settembre 2008 è entrato in vigore un nuovo decreto legge che ha previsto che all’interno dei pubblici esercizi fosse obbligatorio esporre le tabelle che riportano i rischi derivati dall’assunzione di bevande alcoliche. Queste devono contenere sia la descrizione dei sintomi ai diversi livelli, sia le quantità degli alcolici più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza. Per i locali che non rispettano l’obbligo di legge è prevista la chiusura da 7 a 30 giorni.
Per quando riguarda le sanzioni, queste possono diversificarsi in base al tasso alcol emico:

  • nel caso in cui il tasso alcolemico sia compreso tra 0,5 g/l e 0,8 g/l. Le sanzioni che si rischiano sono un’ammenda da 500 a 2.000 euro e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. E’ prevista la sottrazione di 10 punti dalla patente, 20 punti per chi ha preso la patente dopo il 1 ottobre 2003 e da meno di 3 anni.
  • nel caso in cui il tasso alcolemico sia compreso tra 0,8 g/l e 1,5 g/l. Le sanzioni che si rischiano sono un’ammenda da 800 a 3.200 euro e l’arresto fino a 6 mesi con sospensione della patente per un periodo di tempo variabile tra 6 mesi e 1 anno. Se la stessa persona compie più violazioni durante un biennio o se la violazione è commessa da un conducente professionista, come autisti di autobus e di veicoli con rimorchio, la patente viene sempre revocata e quindi ritirata e trasmessa entro 10 giorni al Prefetto. Quando invece una persona in stato di ebbrezza con tasso alcolemico al di sotto dei 1,5 gr/l, provoca un incidente stradale, il giudice impone con la sentenza di condanna il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato
  • nel caso in cui il tasso alcolemico sia superiore a 1,5 g/l. Le sanzioni che si rischiano in questo caso sono ovviamente ancora più alte e più severe: un’ammenda tra 1.500 e 6.000 euro e l’arresto da 6 mesi ad 1 anno, con un minimo di 6 mesi. La sospensione della patente da 1 a 2 anni e la confisca del veicolo con una sentenza di condanna. Se il tasso alcolemico accertato è superiore a 1,5 gr/l è disposto anche il sequestro preventivo del veicolo ai fini della confisca che verrà disposta in sede di condanna, salvo che appartenga a persona estranea al reato.

Se invece unconducente,  senza giustificato motivo,  rifiuta di sottoporsi al controllo dell’etilometro commette un illecito penale con le seguenti sanzioni: arresto da tre mesi ad un anno, un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, la sospensione della patente per un periodo da 6 mesi a 2 anni e la revoca nel caso in cui il conducente sia stato condannato per il medesimo reato nei due anni precedenti e la confisca del veicolo, salvo che lo stesso appartenga a persona estranea al reato. Per la violazione è anche prevista la decurtazione di 10 punti dalla patente.
Il complesso dei dati empirici disponibili, segnala l’esistenza di un stretto intreccio tra uso e abuso di sostanze tossiche e questione giovanile. Non è possibile indicare qualche fattore, legato a situazioni di particolare privazione sociale o di grave emarginazione, che sia sicuramente alla base del processo che porta al consumo. Si tratta invece di un insieme di fattori che sembrano agire come variabili in grado di far precipitare o di aggravare dinamiche di ambito assai più ampio che riguardano anche persone  non coinvolte all’uso. Può essere così formulata un’ipotesi per cui sarebbero generalizzabili a tutti i soggetti alcuni processi sociali e culturali che influiscono in modo determinante sull’assunzione dell’alcool. Un’ipotesi che assume una propria razionalità ponendo alla base della tossicodipendenza una situazione di “disagio sociale” costitutiva tipica di una fase dell’età. Una volta adottata questa prospettiva, si tratterà poi di individuare i fattori che consentono di identificare il soggetto che abuso d’alcool e di distinguerlo tra altri che adottano comportamenti diversi. In questo modo, la scelta (conscia ed inconscia)  di assumere la sostanza sarebbe accompagnata nel suo dispiegarsi, dai seguenti processi fondamentali:

  • Di separazione, di distacco e frattura rispetto a situazioni affettive. Si instaura così un processo di dissociazione che coinvolge l’identità individuale e sociale del giovane: è ciò prepara all’assunzione della sostanza
  • Di ricerca di una soluzione al processo di distacco e di frantumazione. Questo processo coincide con l’assunzione che, in tale prospettiva, deve essere interpretata come risposta che assume tratti dell’esasperazione di uno dei poli del dissidio e di una ricomposizione unilaterale e parziale.

L’attribuzione all’alcool di una funzione di ricomposizione può essere dimostrata in molteplici modi. Infatti, l’alcool consente una riorganizzazione dei tempi individuali non fondata sui tempi sociali proprio in quanto scandisce un ritmo di vita deciso individualmente al ritmo deciso socialmente. Inoltre, esprime la ricerca di una ricomposizione “esterna” al sé  alla propria identità frantumata; diviene il simbolo di riferimenti unitari non complessi.
Nell’ambito di una società che richiede crescenti compiti di controllo della complessità, l’alcool appare come una soluzione a suo modo facilitata, proprio in quanto la dinamica che l’accompagna indica una semplificazione della realtà, un appiattimento delle ambivalenze e delle contraddizioni, un’elusione dei rischi e delle possibilità connesse al vivere presente. Quindi, il ricorso a qualsiasi sostanza implica rinuncia, distacco, dissociazione; ma, al tempo stesso, assuma la forma di fuga e d’evasione da una realtà fittizia e priva di stimoli; ma anche la forma del rifugio, dell’isolamento, della difesa di se stessi rispetto a situazioni minacciose per la propria identità.
Peraltro, la componente legata al processo di ricomposizione può assumere le sembianze di un avventura in cui si aprono spazi inediti al narcisismo e al protagonismo dell’individuo. In tal senso, l’immersione nell’alcool si presenta, da un lato come costrizione, dall’altro come rassicurazione totalizzante. E’ importante sottolineare come tale problematica sia legata alla posizione che il soggetto assume di fronte a problemi di crescita nonché ad esperienze connotate dalla complessità e dalla differenzazione. In tal senso, può rappresentare per definizione d’esito, in termini di autodistruzione e di annullamento, delle difficoltà che caratterizzano il mondo sociale.

(Con la collaborazione di Filippo De Gaetano)

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