+39 0832 601223 info@artedo.it
I codici emozionali: la rabbia e la tristezza

I codici emozionali: la rabbia e la tristezza

“Due facce della stessa medaglia.

Se riesci a farle accadere entrambe…

…potrai anche lasciarle andare.

(Osho)

 

La rabbia e la tristezza sono due gamme emotive strettamente correlate quasi come le facce di una stessa medaglia. Se non impariamo a conoscerle dentro di noi, se non le affrontiamo, esse insieme si alleeranno contro di noi e ci terranno schiavi come se non fossimo padroni della nostra vita. La rabbia è tristezza attiva e la tristezza è rabbia passiva: è difficile arrabbiarsi, per una persona triste ma se riesci a fare arrabbiare una persona triste, anche con esercizi mirati, contenuti e gestibili, la sua tristezza allenterà la sua presa immediatamente. Se sei posto stabilmente come su un binario neuronale chiamato tristezza, ti sarà difficile spostarti su un altro binario, per esempio quello della rabbia, ma visto che è salutare questo spostamento, questa conversione, questo deragliamento, sarebbe necessario che tu accettassi di giocare con questi esercizi che ti possono far cambiare binario. Accetta di metterti in gioco, gioca a tirare fuori la rabbia, esprimila, per esempio canalizzandola in una scena mimata tratta da un libro. Anche se ti sembra senza senso, se ti senti stupido, gioca a portala fuori, a partorirla, a darla alla luce ed essa ti abbandonerà immediatamente. Se arrivi ad avere la manualità emotiva, se riesci a giocare nel setting con familiarità con il tuo paesaggio emotivo, facendo fluire rabbia e tristezza come un fiume in piena sotto un ponte, e tu sei sopra il ponte come uno spettatore di te stesso, allora sei diventato padrone di te stesso, e tutte le tue emozioni risulteranno ugualmente facili da affrontare.

 

Ricordo un laboratorio in una struttura residenziale con pazienti ultrasessantacinquenni affetti da gravi patologie: ogni paziente era chiamato a scegliere delle forme colorate che erano state precedentemente preparate, e dopo aver scelto, doveva esprimere cosa quella forma gli ricordava. Una paziente  con gravi forme di agitazione verbale (wandering), la quale era già arrivata urlando a pieni polmoni in collera col mondo intero, molto disorientata guardava le forme davanti a lei e canalizzò la sua agitazione cristallizzandola su una di quelle forme che visibilmente la attirava. Ora gridava che quella era una cappa da cucina e che usciva fumo, tanto fumo e quando le ho chiesto di disegnarlo con un marker nero si è tranquillizzata esprimendo la sua angoscia nell’aggrovigliato vortice di quel fumo nero ora rappresentato. Ecco che il segno diviene la traccia narrante di un passaggio dell’essere umano in quel luogo-spazio-temporale; segno che grida allo spettatore: guardami, io ci sono, io ho qualcosa da raccontare… Quel segno vorticoso ci rimanda ad un’identità che il malato sente sfuggirgli e vorrebbe ri-incatenare a sé, legare per non perdersi. Facciamo diventare le emozioni un esercizio, non aspettiamo che le emozioni ci travolgano insieme alle situazioni che sembrano scatenarle, non lasciamo che la rabbia arrivi da sola, ma provochiamola, giochiamo ad arrabbiarci tutti i giorni. Una volta che saremo in grado di crearla senza nessuna ragione particolare, significa che possiamo anche giocare a farla aumentare o diminuire a nostro piacimento, quasi come un volume di uno stereo, siamo noi i registi, altrimenti è la rabbia che ci domina come fossimo i suoi schiavi in balia delle situazioni. Ma, allora, se puoi giocare a farla accadere e puoi modularne l’intensità a tuo piacimento, puoi anche esercitarti a lasciarla andare.

In principio ci sembrerà un po’ strano, difficile, in quanto siamo convinti che la rabbia sia creata come conseguenza reattiva di fronte ad eventi imprevisti e spiacevoli assolutamente esterni a noi, che ci fanno perdere le staffe, quasi come se la rabbia non ci appartenesse e scaturisse dal disturbo arrecato da altri. Facciamo esperienza di consapevolezza emotiva, giochiamo con la nostra tavolozza emotiva, ricca di infinite sfumature, e  realizziamo che la rabbia ci abita, sta sempre li dentro di noi e se noi non impariamo a conoscerla e familiarizzare con lei ci darà molti problemi anche a livello somatico (gastriti, ulcere,cefalee, etc.).

Leave a comment

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

SCARICA LA NUOVA
APP DEL DOCENTE

FORMAZIONE ACCREDITATA
A PORTATA DI CLICKApp del DocenteDisponibile gratuitamente
per iOS ed Android

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi