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Esperienza con Software di valutazione nell’approccio musicoterapico col malato di Alzheimer

Esperienza con Software di valutazione nell’approccio musicoterapico col malato di Alzheimer

Il mio incontro con gli anziani della Rossi Sidoli iniziò circa 13 anni fà quando l’allora animatore della struttura sapendo del mio interesse per la musicoterapia mi propose di iniziare un progetto di breve durata con malati di Alzheimer e con malati di Parkinson. Poca era la letteratura tradotta in lingua italiana e pochi erano i collegamenti che potevano essere attivati con esperienze di altre strutture. Accettai però con entusiasmo questa nuova sfida con l’intento di rendere la mia presenza in casa di riposo strutturata e significativa.

La vita in casa di riposo era strutturata con orari precisi con personale ausiliario sempre presente supportato da personale medico e infermieristico.
A rinforzo dell’attività dell’animatore spesso interveniva un gruppo di volontari con proposte aggregative. A giorni alternati invece vi era la presenza della fisioterapista con un proprio programma riabilitativo autonomo. Le 3 suore oltre che occuparsi a tempo pieno del carico assistenziale si occupavano dell’aspetto religioso della vita degli aniani. La casa di riposo era una realtà nuova, aveva un proprio modo di essere e di esistere. All’arrivo in casa di riposo l’anziano acquistava nuova dimora, con sè pochi oggetti e tanti ricordi, molte persone nuove, nuove orari e comportamenti differenti. Quasi tutti gli ospiti soggiornavano durante l’intera giornata nei medesimi luoghi ma sempre più rare rispetto alle abitudini precedenti risultavano le vere occasioni di socializzazione condivise. Anche gli spazi privati erano sempre più compromessi, le camere avevano più letti e i bagni nei vari piani erano in comune. Fin dai primi incontri mi accorsi te della grande gioia degli anziani di fronte alle mie proposte musicali. La musica era ricordo, presenza, veicolo di attività per il futuro. La musica era uno strumento di comunicazione supporto ad altre attività o attività autonoma. Da parte di molti anziani vi era dichiaratamente l’esigenza di comunicare con gli altri di rendere ancora protagonisti se stessi con la propria storia. Difficile risultava la convivenza fra malati di Alzheimer che spesso necessitavano di un approccio comunicativo e assistenziale personale con le persone autossufficienti. Da p arte della struttura e dei collaboratori vi era la massima disponibilità a cooperare per raggiungere obiettivi comuni. Vi era quindi una grande disponibilità di spazi ma vissuti un modo disarmonico con pochi momenti associativi condivisi dalla maggior parte del gruppo.  Negli anni ho organizzato il mio lavoro con la musicoterapia come se fosse una partitura musicale. Nella sua visione verticale le collaborazioni con il personale della struttura; nella sua visione orizzontale il lavoro con gli anziani con le sue diverse attività. La mia presenza aveva il compito di essere armoniosa, vibrare con il vissuto della vita degli anziani e il vissuto e l’organizzazione dell’intera struttura e dei suoi operatori. Il mio lavoro doveva essere specifico e generale nello stesso tempo. Per questo motivo ritengo importante una condivisione di intenti fra gli stessi operatori Lo staff progetta percorsi e non rigidi protocollo. La musica per le sue particolari capacità di essere veicolo della comunicazione, espressione di sentimenti, recupero di ricordi, momento aggregativo, misura timbro intensità e frequenza, sostegno e rinforzo del movimento, sfondo e prima parte, poteva ben supportare la mia presenza in struttura.  Negli ultimi anni è stato di valido supporto il contatto e la collaborazione con il Progetto Anziani Musicoterapia del quale sono socio fondatore. Questa associazione nasce nel 2001 e cerca di essere punto di confronto fra operatori della musicoterapia con anziani in Italia. Da questa esperienza sono nati convegni, scritti, seminari che hanno incrementato la letteratura italiana sul tema e hanno creato interesse nei vari settori riguardo l’uso della musicoterapia in strutture per anziani.
Sono di solito presente in casa di riposo 2 giorni la settimana. La mia presenza a supporto e in accordo con lavoro degli altri operatori converge schematicamente attorno a questi obiettivi:

  1. Musica come momento aggregativo e socializzante
  2. Musica come attivazione del movimento nella riabilitazione
  3. Musica come partenza e recupero dell’identità sonora dell’anziano per attività legate alla prevenzione e recupero cognitivo
  4. Musica come accompagnamento della vita verso la morte

Nell’incontro con gli anziani dai malati di Alzheimer alle persone autosufficienti di fondo un progetto generale che modula la musicoterapia da indiscussa protagonista a supporto ad altre attività.

  1. Grande gruppo – Salone
    Come primo momento descriverei l’esperienza con il grande gruppo in salone. E’ una esperienza aperta a chiunque voglia intervenire alla quale partecipano settimanalmente dai 30 ai 50 anziani spesso accompagnati anche dai loro famigliari. L’incontro ha una durata massima di 1 ora e mezzo ed è incentrata sull’uso di canzoni e sull’improvvisazione libera in modo tale da attivare il canto corale che lo scambio e il recupero di melodie o testi, il commento il dialogo e le riflessioni personali, l’uso di strumenti musicali di facile utilizzo, semplici movimenti guidati, musica e ballo come momento di accoglienza. Promosse e organizzate in questo contesto uscite programmate, visione di spettacoli teatrali, feste, incontri musicali con studenti, celebrazioni ricorrenze particolari con l’accompagnamento della musica.
  2. Piccoli gruppi – Luoghi vari
    In accordo con altre figure professionali ho progettato incontri di musicoterapia con piccoli gruppi formati prevalentemente da malati di Alzheimer. L’intento è quello di prestare maggiore attenzione ad obiettivi specifici spesso attinenti al recupero o all’attivazione di funzionalità cognitive.
  3. Piccoli gruppi – Palestra
    Ho lavorato spesso in palestra con strumentario ginnico con progetti concordati con la fisioterapista in questa situazione la musica è utilizzata prevalentemente come rinforzo e attivazione del movimento o come momento di rilassamento.
  4. Singoli – Luoghi vari
    Incontro con i singoli per attuare progetti specifici. Gli incontri sono sia frutto di una progettazione di equipe monitorata nel tempo che incontro fortuito. Non sempre infatti vi è la possibilità di agganciare l’anziano nei luoghi preposti, molte volte ogni occasione è utile per conoscere le persone. Mi capita spesso di girare per i corridoi, per le stanze, nelle camere, nei giardini con la fisarmonica e la musica diventa occasione di dialogo estemporaneo.
  5. Camere
    Sempre più spesso gli anziani conosciuti nelle varie occasioni mi chiedono di continuare a suonare nelle camere anche quando le situazioni di salute sono definitivamente compromesse. La musica, il dialogo, il cantare insieme è occasione per accompagnare e condividere la vita anche in prossimità della morte.
  6. Musica di ascolto
    In alcuni periodi dell’anno in alcuni giorni della settimana nei corridoi, nei saloni, nelle sale da pranzo si programma una filo diffusione di musica registrata che ripercorre generi musicali diversi. Musica come sottofondo, musica di arredo, musica che armonizza (temporizza) gli ambienti.

Gli strumenti della musicoterapia
Strumenti musicali

  • Strumenti musicali con gli anziani: Con piccoli gruppi di anziani autosufficienti ho costruito strumenti musicali di vario genere, che per le loro qualità timbriche, estetiche, evocative, tattili, artigianali si sono resi utili nelle diverse occasioni.
  • Strumenti musicali di facile utilizzo già presenti nello strumentario Orff e negli strumentari etnici. Gli anziani con i quali sin ora ho lavorato hanno sempre preferito strumenti colorati costruiti con materiali naturali e con timbriche definite. La scelta dello strumento è spesso abbinata a facilitare e potenziare il movimento nel tempo e nello spazio
  • Strumenti musicali guida usati in prevalenza dal musicoterapista per condurre gli incontri

Fisarmonica: questo strumento è sicuramente legato alla tradizione, al repertorio, all’identità sonoro musicale degli anziani. E’ facilmente trasportabile, ha grandi qualità e potenzialità melodiche, armoniche, agogiche e timbriche. E’ un valido strumento solista e di accompagnamento al canto Tromba. Strumento evocativo legato agli accadimenti e al repertorio del periodo delle grandi guerre nonchè lo strumento della tradizione delle bande di paese. Tastiera elettronica collegata al computer: Spesso utilizzo per facilitare la creatività degli anziani.
Material vari: Materiale di supporto di vario genere (teli, attrezzi ginnici, oggetti colorati, oggetti sonori, tratto grafico e …..molto altro)

La Canzone in terapia
Nella proposta del dialogo musicale con gli anziani ho utilizzato molto la forma canzone. La canzone è’ materiale vivo nell’identità sonoro musicale delle persone, è materiale che opportunamente adattato alla situazione è utile strumento della comunicazione. Possono essere prese in considerazione sia le canzoni del passato che quelle apprese nel tempo, nonchè la composizione o la riedizione di materiale nuovo adattato a situazioni in corso. Componenti di riferimento e variabili della canzone in terapia possono essere la forma, lo strumentario, gli abbinamenti, la struttura musicale, le sequenze fra le stesse canzoni, le omissioni, le interpolazioni dei vari parametri musicali o testuali.

Il senso dell’intervento di musicoterapia
Ritengo che la vera competenza del musicoterapista sia quella di saper utilizzare il materiale sonoro non esclusivamente come semplice intrattenimento ma come utile strumento della comunicazione che partendo dai bisogni progetta in equipe percorsi dinamici. Percorso musicale inteso come dialogo sonoro: accompagnare, condurre, aspettare camminare insieme verso obiettivi personalizzati. Necessita ovviamente che si consideri la persona nella sua interezza nella sua storia nella sua situazione attuale, nel suo contesto. Musica come valore dell’essere nel tempo e nello spazio.

Valutazione
Il confronto con altri colleghi, il lavoro di equipe ha prodotto un software da me utilizzato che ha l’intento di monitorare in abbinamento ad altre schede già in uso in ambito medico i risultati dell’attività di musicoterapia in casa di riposo. Il software già in uso in varie strutture italiane presto sarà tradotto anche nella sua versione in inglese. Questo software utilizzato anche con le demenze incorpora sia schede di valutazione musicali che altre di valutazione multi-dimensionale. La sua compilazione è effettuata in equipe.

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