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Demenza e disturbi correlati

Esperienza in Residenza Sociale Assistenziale per anziani non autosufficienti

Problemi di memoria, di comunicazione e il disorientamento sono solo alcuni dei problemi che deve affrontare chi sta accanto a chi soffre di malattie degenerative del sistema nervoso centrale, come la demenza senile o la demenza d’Alzheimer. Per demenza si intende genericamente una condizione di disfunzione cronica e progressiva delle funzioni cerebrali che porta a un declino delle facoltà cognitive della persona. Le statistiche che la riguardano parlano di una condizione che interessa dall’1 al 5 per cento della popolazione sopra i 65 anni di età, con una prevalenza che raddoppia, poi, ogni quattro anni, giungendo, quindi, a una percentuale circa del 30 per cento all’età di 80 anni. Essa non è guaribile ma curabile, a condizione che venga adottata una diagnosi precoce e corretta.

Attualmente, in alcune strutture residenziali – ancora poche, invero – specializzate nel trattamento e nella cura  di questa patologia, è in fase di sperimentazione uno specifico percorso che affronta le diverse problematiche scaturite dalla gestione di pazienti affetti da demenza, sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista socio-assistenziale, con tanto di vademecum del percorso clinico che viene fornito agli operatori, affinché possano gestire meglio le diverse problematiche legate ai disturbi senili. È quello che accade presso la RSA Residenza Solaria di Carmiano (LE), una struttura ricettiva per la Terza Età al passo con i tempi (www.rsa.lecce.it). La dinamica osservata è la seguente: da principio vengono analizzati i disturbi dal punto di vista farmacologico; successivamente, si avanzano proposte sulle dinamiche di prevenzione e sui possibili rimedi di natura anche non farmacologica. Tra le diverse terapie non farmacologiche attivate per la gestione dei singoli disturbi una è l’approccio relazionale, attraverso una serie di strumenti come la terapia comportamentale o le arti terapie. 
Prima di vedere in che consista, è bene analizzare quali siano i disturbi più frequenti nei pazienti affetti da demenza. Prendendo, dunque, in riferimento la scala di valutazione NPI, risultano ricorrenti agitazione, aggressività, ansia, delirio, depressione apatia, irritabilità, allucinazioni, disturbi del sonno. E va detto che questa analisi può variare in base al cambiamento delle situazioni. Nell’approccio col paziente, pertanto, è opportuno che l’operatore metta in pratica alcune indicazioni e regole per non turbare la sensibilità dell’ospite che sta vivendo una situazione di disagio e di sofferenza. Quindi, l’operatore, dopo aver valutato innanzitutto il quadro clinico, unitamente alla situazione psicologica e socio-relazionale del paziente, dovrà avvicinarsi alla persona rispettandone i tempi, fisici ed espressivi. Dovrà adottare diverse strategie comunicative, come usare un tono di voce sempre basso, parlare lentamente cadenzando in modo chiaro le diverse parole; in linea generale, l’operatore dovrà porsi in molto tranquillo col paziente e, se necessario, rinforzare la comunicazione verbale con segnali corporei e gestuali molto lenti. Tuttavia, prima di adottare una particolare strategia, l’operatore dovrà assicurarsi che lo stato di disagio del paziente non sia causato da fattori esterni, come, ad esempio, da persona vicina non gradita, da collocazione ambientale non gradita, da richieste specifiche non soddisfatte, ecc.. In ogni caso, sarà sempre buona norma  informare l’operatore di un’eventuale situazione di disagio o, quando sono presenti difficoltà comunicative, di quello che si andrà a fare. Talvolta, il comportamento disturbato del paziente può essere un segnale di comunicazione, l’espressione di una particolare esigenza o di una richiesta d’aiuto che non potrebbe essere fatta mediante abilità linguistiche o razionali. Ecco che il paziente affetto da demenza cerca di esprimere, mediante delle modalità quasi primitive, la necessità di un proprio territorio confortevole, la necessità di vivere secondo i propri ritmi, la necessità di comunicare con gli altri, la ricerca di un rifugio sicuro, il tentativo di nascondere sentimenti come la vergogna o una bassa autostima, la ricerca di sollievo dal dolore fisico, il desiderio di controllo su di sé e sull’ambiente, il tentativo di orientarsi, la ricerca della propria identità. Non bisogna dimenticare, infatti, che la mancata soddisfazione di questi bisogni porta il paziente ad assumere comportamenti difficili da gestire poiché egli avverte una sensazione di intrappolamento alla quale cerca di reagire.
Per affrontare i disturbi comportamentali nei pazienti affetti da demenza è necessario individuare le possibili cause che li provocano e per questo è indispensabile raccogliere quante più informazioni, sia dalla voce diretta del paziente, ove possibile, che dei suoi familiari: tutte notizie che possono aiutare il medico a indirizzarsi verso una diagnosi, al fine di mettere in luce eventuali disturbi psichiatrici già presenti prima dell’insorgere della malattia.
I disturbi comportamentali del paziente vengono valutati mediante un’anamnesi personale, un’anamnesi patologica, remota e prossima, un’anamnesi psichiatrica e un’anamnesi farmacologica, rispettivamente svolte da psicologa, assistente sociale e medici specialisti.
Il primo step è sempre, in ogni caso, la valutazione per esami: un esame obiettivo, delle indagini di laboratorio di routine e altre più specifiche, un esame psichico insieme a una valutazione cognitiva, la valutazione dei sintomi comportamentali riguardanti il rapporto con l’ambiente.
Da qui, per finire, si va verso la scelta tra i tre tipi di approcci curativi, se uno solo di essi o un approccio integrato: l’ approccio comportamentale, con il sostegno psicologico, l’ approccio farmacologico, necessario e somministrato dai medici, e l’ approccio ambientale, con una serie di interventi mirati all’integrazione (tra cui la musicoterapia), ma sempre tenendo in gran conto la reale condizione del paziente, oltre alle sue risorse sane, le uniche su cui tali interventi possono innestarsi.

 

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