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Creatività nell’invecchiamento

Fino al secolo scorso era diffusa la convinzione che la creatività fosse una dote innata dell’essere umano, propria solo di pochi individui, a cui la natura aveva fatto dono. Non si considerava possibile sviluppare questo aspetto, poiché ritenuto di derivazione genetica  o quantomeno di un incontro eccezionale tra componenti biologiche ed ambientali.

Nell’ultimo decennio, neuroscienze e psicologia, attraverso lunghi e articolati studi che proseguono tuttora in varie università del mondo, hanno messo in luce il fatto che la creatività va considerata in una diversa concezione: non riguarda quindi poche menti eccezionali, ma è un tratto distintivo del pensiero umano.

Tuttavia, e ben vedere, sembra che ben poche persone siano creative. Perché? Vi sono diversi fattori che concorrono allo sviluppo della creatività: da una parte abbiamo la persona, con il suo bagaglio di conoscenze ed esperienze; dall’altra c’è l’ambiente sociale e culturale, che può permettere o meno lo sviluppo delle capacità individuali.  Ma prima di entrare nel vivo della questione, un breve excursus sul concetto.

Che cos’è la creatività?

La creatività è stata definita da Cesa Bianchi come “un modo di guardare le cose, uno stile di vita che permette all’uomo di adattarsi, di improvvisare e di cercare nuove soluzioni ai problemi più svariati”. Aristotele parlava di nimesi, l’imitazione come istinto dell’uomo e impulso alla creazione artistica: l’arte “fa le cose che la natura non sa fare o imita la natura”.   Come Aristotele anche Cartesio e più tardi Kant hanno una visone razionale dell’essere umano e riconducono la creatività ad un aspetto del pensiero. Invece Nietzsche ripudiava “la tirannide della ragione sugli uomini”, dando grande rilievo alla poesia e alla musica come arti che sono in grado di esprimere il vero estro dell’uomo, sciogliendo  lo spirito dionisiaco, capace di forza vitale e impulso creativo totalmente libero. Più recentemente Goleman afferma: “Non importa chi siate: lo spirito creativo può comunque entrare nella vostra vita. Esso è alla portata di chiunque voglia esplorare nuove possibilità.” In effetti oggi la creatività è ritenuta un aspetto appartenente ad ogni persona e ad ogni età, riconoscendone le varie forme espressive, relative non solo alle arti, ma anche alle attività scientifiche e a quelle della vita quotidiana.

Il processo creativo.

La creatività nasce con l’essere umano, ma richiede di essere scoperta, coltivata e, nonostante possibili inibizioni culturali e ambientali, mantenuta nella sua piena energia vitale. Rogers ha identificato tre condizioni interiori che stanno alla base di un atto creativo:

  1. La disponibilità all’apertura e all’estensibilità dell’esperienza
  2. Valutare l’azione creativa come espressione e realizzazione di una parte di se stessi;
  3. la capacità di elaborare e manipolare funzioni e concetti in stretto rapporto con le caratteristiche dell’esperienza. Quindi possiamo considerare la creatività come la capacità di inventare, di sviluppare fantasia e di ampliare competenza ed esperienze. Per essere creativi serve incamminarsi sulla strada della propositività, utilizzare il pensiero immaginativo anche attraverso il mondo degli affetti e delle emozioni. Gli studi più recenti hanno evidenziato come il processo creativo sia molto più articolato di una semplice intuizione e che alla base di esso vi sia un pensiero misto, in parte divergente e in parte convergente: quindi intuizione e razionalità, immaginazione e logica. Le neuroscienze ci hanno mostrato che i due emisferi cerebrali hanno competenze separate: le attività logico-simboliche sono tipiche dell’emisfero sinistro e quelle fantastiche e intuitive sono proprie dell’emisfero destro.  Il pensiero misto è una sintesi logica tra  i vari aspetti della mente fino ad ottenere un qualcosa di significativo e di nuovo.

Il processo creativo si avvale così, nella fase della preparazione e poi in quella della verifica, della parte conscia e razionale (emisfero sinistro), nelle fasi invece di incubazione dell’idea e di illuminazione, della parte inconscia e irrazionale (emisfero destro). La vita è disposta verso l’evoluzione, e ogni persona ha il compito di crescere e di migliorare attraverso il proprio percorso, attraverso le proprie più intime aspirazioni e modi di sentire. La creatività rappresenta la più elevata capacità espressiva dell’uomo, che permette ad ogni essere umano di interpretare la propria vita come un’avventura unica, inimitabile e insostituibile.

I diversi tipi di creatività: arte, scienza e creatività quotidiana

C’è da apporre un distinguo tra la creatività artistica e quella letteraria. L’artista, in linea di massima può dare maggiore spazio alla fantasia e all’immaginazione, che sono specialità dell’emisfero destro del cervello. Tuttavia è necessario ricordare che l’immagine dell’artista libero, svincolato da ogni regola e che persegue solamente la propria ispirazione è decisamente errata, benché molto diffusa. In realtà è vero che la fantasia ha un ruolo predominante nella vena artistica di opere pittoriche o scultoree, ma non governa l’intero processo creativo. Dobbiamo ricordare che anche l’espressione artistica è una forma di comunicazione e come tale si attiene ad un sistema di regole e convenzioni. L’espressione artistica letteraria merita un posto a sé. Il pensiero del letterato mostra in effetti una dinamica diversa rispetto a quello presente nelle altre arti. Richiede un’attività mista ed equilibrata, in cui si combinano il processo logico-razionale e realista (emisfero sinistro) con i contributi della fantasia (emisfero destro). Tutti possono scrivere e ottenere un risultato originale, frutto della propria creatività, nondimeno teniamo presente che la letteratura viene considerata una forma artistica dura ed esigente per il fatto che richiede un perfetto controllo di se stessi nell’incessante viaggio tra la realtà e la fantasia. Si può creare, ma per strutturare un racconto serve poi che questo risponda ad una logica condivisa.

Le principali aree creative dell’arte sono:

  • scrittura (poesie, racconti, aneddoti, diari, articoli)
  • pittura (acquarelli, tempera, pastelli, olio, matite, collage)
  • scultura (legno, pietra, plastica, cartapesta, composizioni varie)
  • musica (suonare uno strumento, da soli o in gruppo, cantare, comporre canzoni)
  • film (musiche, sceneggiatura, fotografia, regia, costumi, ambientazioni)

La creatività scientifica è fondamentalmente differente da tutte le altre forme di creatività, perché ha lo scopo di estendere, e magari soppiantare, una vasta conoscenza teorica e sperimentale.  Medawar aveva dato un’interessante definizione di creatività scientifica: “L’arte del risolvibile”. In effetti, in questo ambito il tocco creativo viene finalizzato verso la risoluzione dei problemi. Per questo altra caratteristica è che risulta prevalente l’attività dell’emisfero sinistro del cervello, ove si trovano logica e razionalità. Ciò non esclude certo l’uso della fantasia, che comuqnue rimane più contenuto rispetto alle altre forme di creatività. “Quella scientifica è una creatività ad alto livello, poiché implica la connessione originale e insolita di concetti esistenti, che vengono riorganizzati in modo nuovo” (Giusti).

Creatività e quotidianità.

E’ importante riconoscere il carattere pervasivo e permanente della creatività, poiché “il significato di creatività si è smarrito disastrosamente nel convincimento che si tratti di qualcosa a cui ricorriamo occasionalmente”, come sostiene May. Invece si può trovare anche in un qualsiasi rapporto per es. tra madre e figlio. Lo spirito creativo si può manifestare in tanti ambiti della vita quotidiana. Creatività significa realizzare una nuova pietanza in cucina affidandoci alla nostra immaginazione, ma significa anche per una bimba ed es. trovare un nome originale alla propria bambola. Tra le possibile creative delle quotidianità, adatte ad esprimere qualcosa di sé, possiamo trovare:

  • l’artigianato (cucito, tessitura, ricamo, bricolage, découpage, decorazione…);
  • organizzazione (di riunioni, circoli, cineforum, spettacoli, viaggi..)
  • la fotografia, il giardinaggio, attività teatrali e di animazione, accudimento di animali, cucina, orto…)


La creatività nell’invecchiamento

Un tempo l’invecchiamento era temuto e demonizzato come l’ultima fase della vita in cui vi sono solamente perdite: deterioramento fisico e cognitivo. L’idea diffusa era quella di  invecchiamento in un’ accezione unicamente negativa. Tuttavia, gli studi degli ultimi vent’anni in psicologia gerontologica, hanno dimostrato come il progredire dell’età possa invece portare con sé molte caratteristiche positive e anche novità. Per esempio, è stato trovato che nelle cosiddette terza e anche quarta età, vi sia (in condizioni di invecchiamento normale, non patologico) un miglioramento dell’intelligenza cristallizzata, un tipo di intelligenza che racchiude la capacità di fronteggiare vecchie e nuove situazioni avvalendosi del prezioso contributo dell’esperienza. “La fantasia, le capacità immaginative, la forza creativa sono presenti in tutte le persone, in ogni condizione ed età”, come ribadisce Cei.sa Bianchi. Pertanto, se abbiamo superato gli “anta” senza poter esprimere la nostra creatività, è giunto il momento di porvi rimedi. Come dice Giusti, “chi non ha esercitato questa funzione cognitiva non ne comprende pienamente il significato e ignora come si possa migliorare la qualità della vita attraverso al ricerca e l’applicazione della creatività.”

L’aspetto più importante da considerare è che per rintracciare il nostro peculiare estro creativo bisogna essere consapevoli che è necessario rimettersi in gioco. Questo significa essere propositivi, innovativi, disponibili a mettersi in discussione, curiosi di conoscere e di modificare la prospettive di vita e di risoluzione dei problemi. Serve abbandonare percorsi conosciuti, per avventurarsi verso nuove scoperte, così da poter esprimere liberamente noi stessi e le nostre potenzialità. E questo avviene in ogni ambito di vita, nelle arti come nella quotidianità.Continuare ad essere attivi anche dopo essere andati in pensione, significa sviluppare e mettere al servizio degli altri la lunga esperienza acquisita e le conoscenze di tanti anni di lavoro, in qualsiasi attività.

Per un benessere duraturo anche in età avanzata è indispensabile partecipare alla vita sociale, dare un nuovo assetto alle relazioni familiari, riequilibrando il tempo da trascorrere insieme e quello da  dedicare a se stessi, sviluppare attività di espressione dello spirito creativo, aspetto quest’ultimo, che consente più facilmente di interpretare in modo positivo la propria esistenza, a definirne il senso tra un passato ricco di spunti e un futuro costellato di possibilità. Da anziani è possibile continuare ad apprendere e perfezionare le proprie capacità creative, manifestandole in tante modalità diverse, cercando di scoprire altri itinerari del pensiero e del sentimento. E’ la creatività che consente di rinnovarsi, di imparare sempre: “Invecchio imparando sempre ogni giorno cose nuove”, diceva Platone, ed è proprio così. Ricordiamo anche alcuni dei numerosi artisti che hanno creato le loro opere in età avanzata: Giuseppe Verdi ha composto il Falstaff a 80 anni, Goethe ha scritto il Faust a 80 anni, il maestro Rubinstein ha tenuto concerti fino a 90 anni, Mario Monicelli ha realizzato il film Le rose del deserto a 91 anni. Picasso ebbe una vera e propria esplosione creativa a 87 anni: tra il marzo e l’ottobre del 1968 realizza 347 incisioni. Questi sono solo alcuni esempi che dimostrano come ciò che dà significato e forza all’esistenza non varia in senso negativo con gli anni, ma ne trae eventualmente un maggior arricchimento. Pertanto, come proclama un vecchio slogan, serve dare più vita agli anni che anni alla vita.

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