Tre passaggi cruciali nel percorso adolescenziale
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Tre passaggi cruciali nel percorso adolescenziale

Cosa significa essere adolescenti? Quali sono i vissuti che l’adolescente si porta dietro e che influiscono sulle sue azioni e reazioni?
Ogni adolescente ha certamente le sue caratteristiche individuali uniche e irripetibili, ma ci sono aspetti di base che accomunano tutti gli individui adolescenti, per lo meno quelli delle ultime generazioni appartenenti alla cultura occidentale.

Sono aspetti di sensibilità e vulnerabilità che si vivono anche una volta adulti, ma che assumono nell’adolescenza caratteristiche particolare ed emergono all’interno dei particolari passaggi della crescita.
   

Il corpo che cambia

Il primo passaggio importante è quello del cambiamento corporeo.
La perdita del corpo infantile che avviene a seguito dello sviluppo puberale, ha ripercussioni importanti sul piano dell’identità personale soprattutto se il corpo ne rappresenta uno degli elementi principali, se cioè si hanno pochi altri elementi per mantenere un senso di continuità nel passaggio dall’infanzia all’età adulta.  Non ci si troverà più, nel corso della vita, ad affrontare un cambiamento così radicale nell’aspetto fisico, come quello che avviene durante l’adolescenza, se non in caso di gravi incidenti o malattie.  Normalmente, il corpo muta e si trasforma così lentamente da dare quasi l’impressione che resti fermo; ciò permette di adattarsi gradualmente ai cambiamenti dovuti al passare del tempo. Quello che avviene durante lo sviluppo, invece, comporta una revisione totale dell’identità corporea, costringendo l’individuo adolescente a passare abbastanza velocemente da un corpo bambino a uno adulto. Il corpo che cambia rapidamente attrae l’attenzione del/lla ragazzo/a che passa molto tempo davanti allo specchio e si confronta continuamente con gli altri: nessuno è mai soddisfatto del proprio corpo. Ne deriva un senso di estraneità e inadeguatezza che sono tra le cause della grande sensibilità in questa età, al giudizio degli altri, soprattutto a quello dei coetanei, proprio per il bisogno di avere una conferma esterna dell’accettabilità del proprio corpo anche dopo il cambiamento.   
Gli adolescenti poi, per una forma di egocentrismo adolescenziale, pensano di essere sempre al centro dell’attenzione degli altri e questo aumenta ancora di più la sensibilità al loro giudizio.
 
Anche il pensiero cambia

Il secondo passaggio importante è costituito da quello che viene definito lo sviluppo del pensiero astratto.  La maturazione del sistema nervoso consente nell’adolescenza di sviluppare la capacità di andare oltre i fatti concreti elaborando ipotesi e teorie sulla realtà al di là di quella vissuta personalmente. Tale capacità, che permette di assumere una posizione più distanziata e critica nei confronti di se stessi e degli altri, non sempre viene vissuta come un’acquisizione positiva. Quando si comincia ad avere consapevolezza dei propri e degli altrui sentimenti, il mondo sembra improvvisamente più complicato e ambiguo e le ondate di pensieri e sentimenti che sopravvengono, possono sopraffare la personale capacità di affrontarli. Per questo, a volte, c’é bisogno di allontanarsi dal mondo sociale (ritirandosi in se stessi) o dalle riflessioni in generale (scegliendo attività magari considerate superficiali ma che permettono di non pensare).
Il cambiamento di atteggiamento nei confronti della realtà, permette una nuova consapevolezza del proprio sé che risulta però diviso in un Sé reale, costituito dai sentimenti più intimi e dalle idee personali da tenere segreti e un Sé apparente composto dalle caratteristiche da mostrare agli altri. Questo darà un senso di precarietà e vaghezza al proprio senso di identità che si risolverà solo con la fine dell’adolescenza.

Come si modifica il rapporto con i genitori?

Rendersi conto che la realtà può essere interpretata secondo diversi punti di vista, porta a una visione più relativistica di quello che la realtà è. Questo introduce il terzo passaggio che riguarda la separazione dalle figure genitoriali. Separazione che va intesa più in senso emotivo che fisico dal momento che la maggior parte degli adolescenti non si allontana ancora dalla famiglia.I genitori che durante l’infanzia e la fanciullezza erano considerati come depositari di verità e valori assoluti, ora vengono considerati come persone comuni (relativizzati appunto), con le insicurezze e i problemi che caratterizzano la vita di tutti e quindi anche meno essenziali per la conferma della propria identità, conferma che comincia a essere ricercata nei rapporti extrafamiliari: nell’amicizia, nei rapporti sentimentali, con altri adulti.
Durante l’adolescenza si passa gradualmente da uno stato in cui l’aiuto, la guida, il sostegno, l’approvazione e la rassicurazione provengono dai genitori (dipendenza), a uno stato intermedio in cui il sostegno e l’approvazione provengono dalle amicizie, dai rapporti sentimentali, dai rapporti con altri adulti, per arrivare allo stato in cui si è in grado di pensare, valutare, fare scelte, prendere decisioni, seguendo il proprio punto di vista, senza grossi incoraggiamenti esterni (autonomia). Durante questo percorso si susseguono vari stati emotivi: la rabbia (nei confronti dei genitori per la scoperta dei loro limiti), la colpa (per l’allontanamento da loro), il senso di indipendenza (dopo aver ritrovato un equilibrio) e tutto avverrà tanto meno dolorosamente, quanto più stabile e sicuro sarà stato l’attaccamento. Quando da adolescenti si manifestano problemi personali (per esempio una flessione più o meno prolungata del rendimento scolastico), questi sono quasi sempre legati alle rielaborazioni emotive dei legami di attaccamento, al cambiamento dell’immagine che si ha dei propri genitori, alla relativizzazione dei valori e delle norme familiari, alla separazione più o meno concreta dalla famiglia. Essere adolescenti significa dunque trovarsi in uno stato di generale sensibilità e vulnerabilità in cui il giudizio, la considerazione e il riconoscimento da parte degli altri assumono un’importanza particolare. L’insicurezza e la vergogna sono i sentimenti più comuni ma naturalmente essere adolescenti significa anche tante, molte altre cose.

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