Stabilirci in uno stato di Serenità duratura (Seconda Parte)
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / stabilirci in uno stato di serenita duratura seconda parte

Stabilirci in uno stato di Serenità duratura (Seconda Parte)

Ricordiamo cos’è l’energia vitale di cui spesso parliamo: la piena disponibilità di tutte le nostre facoltà psichiche, fisiche e spirituali nel loro potenziale unico e integrale. Perché accontentarci di vivere con una miseria, con una minima percentuale del nostro potenziale, se siamo possessori di un tesoro colmo di ogni ricchezza e grazia?

 

Bisogna capire e conoscere la strada per riprenderci l’uso delle nostre risorse totali e ottimizzarle: siamo molto abili a comprendere questo lavoro all’esterno di noi, ma siamo completamente ignoranti su come fare con le nostre risorse interne. Se non abbiamo raccolto, attraverso la pratica costante degli esercizi, una sufficiente quantità di energia vitale il ricordo di sé, il qui-e-ora, ci appare impossibile; esso infatti comporta un enorme dispendio di energie. Allo stesso tempo il riuscire a essere presenti, anche se non è ancora il vero ricordo di sé o consapevolezza del sé, ci permette di raccogliere altra energia. Se però dovessimo avanzare con il lavoro sul ricordo di sé senza aggiungere un parallelo lavoro su immaginazione negativa ed emozioni negative, perderemmo tutta l’energia raccolta grazie agli esercizi. Un’arrabbiatura di qualche minuto, o qualche ora di depressione, possono far perdere la quantità di energia accumulata in settimane di esercizi. La manifestazione senza controllo di emozioni negative fa subire un crollo alla frequenza delle nostre onde neuroelettriche, un vero terremoto, ci scarica come si scarica una batteria e avvelena le nostre cellule anziché favorirne la trasformazione. Se non lavoriamo su di esse non facciamo altro che versare acqua in uno scolapasta e ci troviamo continuamente al punto di partenza.

Inoltre l’energia raccolta con tanti esercizi, va a rafforzare i vecchi schemi mentali, i vecchi binari neurali e le vecchie emozioni negative, quindi, se entrambi non vengono osservati e disciplinati  fin dal primo momento, le nostre paure, le angosce, le nostre rabbie e i nostri pregiudizi diventano sempre meno gestibili e il nostro stato diviene più penoso di quello da cui siamo partiti. E’ bene sottolineare che le pratiche di meditazione e gli esercizi svolti durante il nostro quotidiano non costituiscono di per sé stesse il lavoro di risveglio, e possono divenire pericolose quando non vengono guidate  da un esperto e inserite in un contesto di lavoro su di sé globale: l’energia che l’individuo accumula meditando o con la pratica degli esercizi scorre nei vecchi schemi mentali e nei vecchi schemi emotivi, peggiorando la sua situazione, può portare a una tranquillità di natura ipnotica o ad una disincarnazione, che è esattamente il contrario di ciò che vorremmo ottenere (stiamo lavorando ad una unificazione e non ad una scissione).

Le emozioni negative più comuni sono: rabbia, desiderio di vendetta, odio, invidia, ogni forma di gelosia, senso di colpa, depressione, frustrazione, lamentela, critica, nostalgia, malinconia, paura, ansia, dispiacere, senso di inadeguatezza, senso del possesso, senso di attaccamento alle cose e alle persone, tutti i generi di fastidio: verso chi non la pensa in modo giusto, verso chi non si comporta in modo giusto, ecc. Il lavoro sulle emozioni negative inizialmente è un lavoro mentale. Noi infatti proviamo emozioni negative perché le giustifichiamo mentalmente e quindi, per fare un buon lavoro, dobbiamo rivedere il nostro vecchio modo di ragionare e immettere nuove idee e ambienti mentali, proprio come un buon architetto o arredatore di interni. Di norma pensiamo che in certe occasioni sia giusto infastidirsi o arrabbiarsi, oppure provare ansia o essere depressi. La giustificazione di tali emozioni è radicata nel nostro inconscio, per cui esse possono ormai esprimersi meccanicamente senza dover affrontare alcun freno cosciente da parte dell’individuo, d’altra parte non ci hanno nemmeno educato ad operare sin da piccoli questa gestione emotiva. Pertanto quando esprimiamo le emozioni negative, così come quando le reprimiamo, tutto avviene meccanicamente. La fase più importante del lavoro consiste nel convincere prima la mente conscia poi quella inconscia che le emozioni negative non hanno alcuna convenienza. La mente giustifica le emozioni e le tiene vive e le nutre, quindi sulla mente bisogna lavorare affinché si crei un « ambiente mentale » in cui le emozioni negative appaiono per quello che sono, inutili e dannose se non sappiamo volgerle a nostro vantaggio. Esse da un lato sono manifestazioni che ci sottraggono energia e ci fanno soffrire, se le consideriamo inevitabili e lasciamo che abbiano il sopravvento, dall’altro lato sono strumenti indispensabili alla nostra trasformazione, se cominciamo a osservarle e a lavorarci nel modo corretto.

Vedremo più avanti quanto esse in realtà siano elementi insostituibili del nostro lavoro, la materia prima, e non vadano quindi ritenute difetti della persona o manifestazioni sbagliate. Se esse esistono in noi c’è un motivo, non vanno perciò mai né represse né eliminate. Esse rappresentano la fondamentale sostanza da cui ricaviamo le emozioni superiori e, di conseguenza, il nostro nuovo assetto e ambiente interno. Ma per ora è bene aver chiaro quanto risulti dannoso giustificarle e appoggiarle. Si lavora a partire dalla mente conscia introducendo le nuove idee, come nuovi oggetti di arredamento; abituandosi a pensare in maniera differente si creano nuovi schemi di pensiero, nuovi circuiti neurali nella plasticità di questo nostro cervello fantastico e questo fa sì che in seguito questi nuovi schemi diventino a loro volta inconsci e prendano il posto di quelli vecchi, insomma, si tratta di una sostituzione di automatismi neurali.

Lo scopo di questo lavoro è fare in modo che al nascere dell’emozione negativa una parte della nostra coscienza non si identifichi completamente con essa, ma si ricordi di sé e assuma immediatamente il controllo della situazione cercando di guidare a proprio piacimento i pensieri negativi che inevitabilmente accompagnano tale emozione, e facendo in modo di non lasciarsi coinvolgere integralmente da essa (chiaramente ciò non è possibile se non si è raccolta una sufficiente quantità di energia vitale attraverso la pratica costante degli esercizi che ci consente di salire su quel ponte sopra le emozioni negative per poterle osservare con quella distanza di sicurezza). L’energia che viene a crearsi durante questi tentativi di distaccarsi dall’emozione negativa ci consente di operare in questa officina alchemica la trasformazione o trasmutazione: da polarità negativa della sostanza che maneggiamo, trasformeremo la stessa sostanza in polarità positiva e quindi, nuova energia vitale, da rifiuto a risorsa per il corpo nuovo, unificato.

Il passo successivo sarà avere raccolto una tale quantità di energia vitale da non provare più emozioni negative e percepire tutto direttamente attraverso le emozioni superiori. In questo modo i fatti del mondo, che attraverso i vecchi schemi di pensiero venivano percepiti come brutti, dai nuovi schemi dell’anima vengono immediatamente percepiti per quello che realmente sono oltre l’illusione: Bellezza allo stato puro. Questo nobile lavoro potrebbe essere confuso con pratiche come l’ipnosi, o la programmazione mentale nel pensiero positivo, ma nulla ha a che fare in quanto esso ha come ingrediente fondante di essere deliberato, cosciente e volontario; questo significa che per ottenere un cambiamento stiamo operando uno sforzo cosciente andando contro qualcosa che è meccanico e involontario. Se noi utilizziamo una qualsiasi forma di programmazione mentale alla fine del nostro lavoro rimaniamo addormentati e in torpore esattamente come prima. Con questo paziente lavoro di risveglio invece noi diventiamo liberi di provare le emozioni che vogliamo e di pensare ciò che vogliamo, siamo in grado di riprenderci la nostra terra dove scorre latte e miele, diveniamo amministratori avveduti: si aprono i nostri occhi e vediamo chiaramente la realtà sottostante l’illusione e di conseguenza possiamo scegliere se arrabbiarci oppure no; ma fino a quando non vediamo la realtà siamo costretti ad arrabbiarci senza alcuna possibilità di scelta, amministrati dalle nostre emozioni negative.

Un altro doveroso chiarimento sta nel fare la differenza con un certo pensiero moralizzante da “buonisti”, questa nuova attitudine non sta nell’assumere un comportamento ‘buono’ piuttosto che uno ‘cattivo’, bensì nel vedere o non vedere cosa sta accadendo realmente, e nella libertà di agire come più ci pare, da signori quali siamo e non da schiavi. Psicoanalisi, pensiero positivo, ipnosi, programmazione neurolinguistica e molte altre tecniche si limitano ad agire nell’ambito della nostra macchina biologica, permettendoci di ottenere una macchina che ci piace di più o che ci è più utile nella vita sociale, ma non agiscono ‘alla radice’, non ci consentono di trasformare le nostre risorse, non ci fanno  crescere in autonomia, non ci dischiudono la verità oltre le apparenze. Quando va bene ottengono come risultato la creazione di una prigione un po’ più confortevole per noi e per chi ci circonda.

Un’altra frequente domanda è: “Tutta la gioia e l’amore che si provano in questo nuovo stato non potrebbero essere frutto di un forte auto-convincimento che impedisce di vedere la vita con tutte le sue reali sofferenze? Non è forse un modo per fuggire alla vita entrando in un delirio di beatitudine allucinatoria?”. Chi pensa questo sottovaluta che la trasformazione è reale, è visibile a tutti, coinvolge l’individuo direttamente, ma, indirettamente, anche l’ambiente nel quale vive e si muove, cambia totalmente la qualità di vita e dirige costruttivamente eventi positivi e negativi, quindi, perfettamente incarnata.

Leave a comment

Commenta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi