Psicologia e tradizione
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / psicologia e tradizione

Le antiche arti di curare, come le filosofie e le visioni del mondo appartenenti al passato, come la filosofia orientale antica o la tradizione ermetica occidentale, erano basate su una visione assoluta, universale e globale del mondo. La psicologia è una scienza moderna e come tutte le scienze moderne è positivista e tende a prendere in considerazione l’uomo (e il mondo in generale), analizzandone le parti, previa frammentazione, in modo specialistico, ma anche separatamente; senza fornire cioè una visione globale ed integrata.

Secondo la tradizione il mondo è spirito e la materia non è altro che manifestazione di questo spirito; per la scienza ufficiale invece esistono la materia e le leggi che la governano. Apparentemente c’è una grossa differenza fra la scienza ufficiale e le antiche tradizioni, in realtà esse sono le due facce della stessa moneta. Ciò significa che l’integrazione di questi due modi di vedere la realtà, permette di ampliare in noi conoscenza e coscienza, e di legare il passato con il presente per migliorare il futuro. Alcune scoperte della fisica moderna, ottenute mediante l’osservazione della materia attraverso potentissimi microscopi, possono essere comparate ad alcune idee che facevano parte delle antiche tradizioni sciamaniche; secondo queste tradizioni tutti gli elementi della natura (minerali, vegetali e animali) emanano energia. Dalle attuali scoperte della fisica quantistica si è giunti a constatare che la più piccola cosa che esiste nell’universo è appunto un’unità di energia, che è stata denominata Quantum (particella). Einstein postulò che ogni forma di radiazione elettromagnetica può manifestarsi come onda o come Quantum. Il Quantum, o unità di energia, viene considerata come particella o come onda. Max Plank scopre che l’energia del calore radiante (tipo quella dei termosifoni) non viene trasmessa in flusso continuo, ma in piccole unità di Quanta. Così quando gli antichi parlavano di energia della pietra, del legno, ecc.., l’idea non era errata. I cinesi, nel 380 a.C., postularono l’esistenza di un’energia vitale denominata Ki o Chi che permea tutta la materia animata.
Esiste una corrente della psicologia, chiamata psicologia transpersonale, che studia i fenomeni della coscienza. Questa disciplina sostiene che provocando un cambiamento nello stato di coscienza, è possibile percepire fenomeni o eventi che accadono in natura e che risultano impercettibili in uno stato ordinario di coscienza. Per esempio, se una persona riesce a sviluppare lo stato Alfa, che è uno stato di coscienza caratterizzato da un particolare rilassamento che possiamo collocare in una posizione intermedia fra la veglia e il sonno, è molto probabile che questa persona riesca, se vuole, a percepire la vibrazionalità minima della materia al suo stato puro. Questi stati di percezione si possono raggiungere attraverso tecniche di rilassamento e meditazioni come il Tai-Chi-Chuan, lo Yoga, il training autogeno, la meditazione dinamica, ecc… Il Tai-Chi, ad esempio, è una tecnica molto particolare, in quanto integra la meditazione e il rilassamento, in una forma dinamica di movimento lento e armonioso che sembra una danza. Questa imita il movimento della natura e degli animali. Il Tai-Chi, la Suprema Unità o la Via Suprema, è il principio dell’unione e dell’equilibrio delle due energie opposte e complementari dello Yin e dello Yang, rappresentate da cielo e terra, uomo e donna, corpo e spirito; le cui interazioni generano e mantengono la vita. In Brasile alcune religioni parlano di vibrazioni di energia chiamate Los Orixas. Queste sono considerate entità che assumono la forma delle pietre, dei metalli, dell’acqua, del fuoco, dell’aria, ecc… cioè di tutto ciò che esiste nella natura e che può essere d’aiuto per guarire e per migliorare l’esistenza delle persone. Avventurandoci in una ipotesi audace potremmo dire che i Quanta, gli Archetipi, il Ki, gli Los Orixas, fanno parte di una stessa realtà e che questa realtà non può essere ridotta ad un unico elemento; bensì si tratterebbe di un tutt’uno indivisibile, come un cristallo di cui possiamo vedere le varie facce. Questa realtà indivisibile compone un caleidoscopio di colori e dimensioni, che possiamo visualizzare all’interno di una spirale tridimensionale, un grande mandala cosmico, in cui tempo e spazio si fondono nel continuo susseguirsi degli eventi. E’ così che la scienza e la poesia, i numeri e la musica, la logica e l’arte, la mente e il corpo, fanno parte di questa unica ed indivisibile realtà; essa è divina e misteriosa, come lo è l’esistenza dell’essere umano durante il suo viaggio sul pianeta terra. Possiamo quindi notare che esiste una sostanziale armonia tra lo spirito di saggezza delle tradizioni e le concezioni più recenti della scienza occidentale; una conoscenza che sembra essere al di là della tecnica e che cerca la via del cuore e della realizzazione del sé. E’ per me non solo un obiettivo che mi prefiggo di raggiungere, ma anche un modo stesso di vivere. Werner Heisenberg sostiene: “E’ probabilmente vero in linea di massima che nella storia del pensiero umano gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza fra due diverse linee di pensiero. Queste linee possono avere le loro radici in parti assolutamente diverse della cultura umana, in tempi diversi e in ambienti culturali diversi o di diverse tradizioni religiose; perciò, se vengono a trovarsi in rapporti sufficientemente stretti da dare origine a un’effettiva interazione, si può allora sperare che possano seguirne nuovi e interessanti sviluppi”. Di fondamentale importanza è la capacità di assumere, integrandoli nei punti di vista proposti dalla scienza moderna, alcuni degli atteggiamenti propri della tradizione, per esperire la globalità della natura e da questa esperienza attingere l’arte di vivere in armonia con noi stessi e con essa. Ciò che ci serve è perciò un’interazione dinamica, dialogica, tra intuizione mistica ed analisi scientifica.

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