DALL’INSERTO AUTISMO E SOCIETA’ – Preghiera di una persona autistica
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / preghiera di una persona autistica

DALL’INSERTO AUTISMO E SOCIETA’ – Preghiera di una persona autistica

E’ possibile comprendere e decifrare messaggi non espressi? Angel Riviere, professore
di psicologia evolutiva presso l’Università Autonoma di Madrid, tragicamente
scomparso nel 2000 dopo aver dedicato tutta la sua vita professionale all’autismo, in un
suo articolo spiega sinteticamente in venti punti cosa ci chiederebbe un autistico se
potesse comunicare i suoi pensieri, le sue emozioni, i suoi bisogni
Preparato da Angel Riviere, professore di psicologia evolutiva presso l’Università Autonoma di
Madrid, tragicamente scomparso nel 2000 dopo aver dedicato tutta la sua vita professionale
all’autismo
Traduzione di Malèn Tortajada Caro

                                                               Sono affetto da autismo, ecco che cosa mi piacerebbe dirti

1. Aiutami a capire, organizza il mio mondo ed aiutami ad anticipare quello che
succederà. Dammi ordine, struttura, non il caos.
2. Non ti angosciare per me, perché anch’io mi angoscio, rispetta i miei ritmi. Avrai
sempre l’opportunità di relazionarti con me se capisci i miei bisogni e la mia maniera
così particolare di capire la realtà. Non ti buttare giù, è normale che io vada sempre
avanti.
3. Non mi parlare troppo, né troppo velocemente. Le parole non sono “aria” che non
pesa come a te: per me possono essere un carico molto pesante. Molte volte non sono il
miglior modo di rapportarsi con me.
4. Come gli altri bambini, gli altri adulti, ho bisogno di condividere il piacere e mi piace
fare bene le cose, anche se non sempre ci riesco. Fammi sapere in qualche modo quando
le ho fatte bene e aiutami a farle senza errori. Quando faccio troppi errori, mi succede
come a te, mi irrito e finisco per rifiutarmi di fare le cose.
5. Ho bisogno di più ordine di te, di capire in anticipo le cose che mi accadranno.
Dobbiamo patteggiare i miei rituali per convivere.
6. Per me è difficile capire il senso di molte delle cose che mi chiedono di fare. Aiutami
tu a capire. Cerca di chiedermi di fare delle cose che abbiano un senso concreto e
decifrabile per me. Non permettere che mi annoi o che rimanga inattivo.
7. Non mi invadere eccessivamente. A volte voi persone “normali” siete troppo
imprevedibili, troppo rumorose, troppo stimolanti. Rispetta le mie distanze, ne ho
bisogno, ma non mi lasciare solo.
8. Quello che faccio non è contro di te; se mi arrabbio, mi faccio del male, distruggo
qualcosa o mi muovo in eccesso, è perché è difficile capire o fare quello che stai
chiedendo. Già faccio fatica a capire le intenzioni degli altri, quindi, non attribuirmi delle
cattive intenzioni.
9. Il mio sviluppo non è assurdo, anche se è difficile da capire. Ha una sua logica. Molti
dei comportamenti che voi chiamate alterati sono il mio modo di affrontare il mondo con
questa mia speciale maniera di essere e di percepire. Fai uno sforzo per capirmi.
10. Voi siete troppo complicati. Il mio mondo non è né complesso né chiuso, anche se
ciò ti sembra strano. Il mio mondo è talmente aperto, senza veli né bugie, così
ingenuamente esposto agli altri, che sembra difficile da capire. Io non abito in una
“fortezza vuota”, ma in una pianura talmente aperta che può sembrare inaccessibile.
Sono molto meno complicato di voi persone “normali
11. Non mi chiedere di fare sempre le stesse cose, non esigere sempre la solita routine.
Non diventare autistico per aiutarmi, sono io l’autistico!
12. Non sono soltanto un autistico, ma sono anche un bambino, un adolescente, un
adulto. Condivido molte delle cose dei bambini, degli adolescenti e degli adulti che voi
chiamate normali. Mi piace giocare, divertirmi, voglio bene ai miei genitori, sono
contento se riesco a fare bene le cose. Ci sono molte più cose che ci possono unire che
non dividere.
13. E’ bello vivere con me. Ti posso dare tante soddisfazioni, come le altre persone. Ci
può essere il momento in cui io sia la tua migliore compagnia.
15. Né i miei genitori né io abbiamo colpa di quello che mi succede. Non ce l’hanno
nemmeno i professionisti che mi aiutano. Non serve a niente darsi le colpe l’uno con
l’altro. A volte le mie reazioni e i miei comportamenti possono essere difficili da capire e
da affrontare, ma non è colpa di nessuno. L’idea di colpa produce soltanto sofferenza,
ma non aiuta.
16. Non mi chiedere in continuazione di fare cose che io non sono capace di fare, ma
chiedimi invece di fare cose che io sono in grado di fare. Aiutami ad essere più
autonomo, a capire meglio, a comunicare meglio, ma non mi dare aiuto in eccesso.
17. Non devi cambiare la tua vita completamente perché convivi con una persona
autistica. A me non serve che tu ti senta giù, che ti chiuda in te stesso, che ti deprima. Ho
bisogno di essere circondato da stabilità e di benessere emozionale per sentirmi meglio.
18. Aiutami con naturalezza, senza che diventi un’ossessione. Per potermi aiutare devi
avere anche tu dei momenti di riposo, di svago, di cose tue. Avvicinati a me, non te ne
andare, ma non ti sentire costretto a reggere un peso insopportabile.
19. Accettami così come sono, non mettere condizioni al tuo accettare che io non sia più
autistico, lo sono. Sii ottimista, ma senza credere alle favole o ai miracoli. La mia
situazione normalmente migliora anche se non si potrà parlare di guarigione.
20. Anche se per me è difficile comunicare e non posso capire le sfumature sociali, ho
dei pregi rispetto a voi che vi considerate “normali”. Per me è difficile comunicare, ma
non inganno. Non ho doppie intenzioni né sentimenti pericolosi. La mia vita può essere
soddisfacente se semplice ed ordinata, tranquilla, se non mi chiedi in continuazione di
fare solo cose che sono difficili per me. Essere autistico è un modo di essere, anche se
non è quello normale, la mia vita di autistico può essere così bella e felice come la tua
che sei “normale”. Le nostre vite si possono incontrare e possiamo condividere molte
esperienze.
Affrontare e comprendere la complessità e l’apparente impenetrabilità del mondo
autistico è e rappresenta una sfida impegnativa per i servizi sanitari, educativi, le
famiglie. Promuovere  o aiutare a mantenere il più alto standard possibile di qualità di
vita della persona e della sua famiglia è un dovere cui qualsiasi società civile non può
sottrarsi.

La presidente del CUAMJ

Mariapia Vernile

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