Noi come loro nell’arte
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / noi come loro nell arte

-Un approccio curricolare geo-storico-artistico: dalla promozione della consapevolezza di sè e degli altri alla prevenzione del bullismo-

L’arte è una modalità espressiva che l’uomo ha sempre utilizzato per comunicare qualcosa di sé agli altri e, in ogni epoca storica, coagula molteplici e variegati aspetti della società, anticipandone i mutamenti e le trasformazioni. Si può dire che l’arte cristallizzi un atto creativo, il quale è frutto di percorsi di ricerca personale dove il proprio mondo emozionale incontra ed accoglie un sentire che è comune.

È a partire da ciò che ad essa si riconosce una capacità terapeutica, dove il valore non è dato dalla qualità del prodotto artistico finito, ma è insito nel processo creativo messo in atto dal soggetto durante l’attività artistico-creativa.

Il processo creativo, infatti, induce l’uomo a riflettere e a mettersi in gioco, e, come il Giano bifronte, a rielaborare il passato e a proiettarsi nel futuro stimolando una attività mentale che generi dei cambiamenti sulle modalità personali. Per tali motivi l’arte si caratterizza come terapia indicata per la prevenzione e per la cura di disturbi legati alla fase evolutiva tra i quali quelli inerenti alla sfera emotiva e comportamentale poiché crea uno spazio di comprensione per i bambini ed i ragazzi i quali, nel dispiegarsi dello stesso processo creativo, provano ad esprimere emozioni e sentimenti in un clima per loro accogliente e nel quale vige il non-giudizio. In questo caso, quindi, la creatività viene utilizzata per incanalare tutte le emozioni, anche quelle violente, sperimentando in modo positivo e significativo le proprie capacità prattognosiche e favorendo la trasformazione degli istinti primari in espressioni capaci di sostenere la crescita personale, emotiva e sociale. Questa creatività  artistica si configura come una attività senza sconfitta in quanto il focus dell’attenzione è spostato dal disagio alla creazione: maggiore elasticità mentale,  confronto ed apertura verso l’alterità, saper riconoscere nelle differenze una risorsa e non un ostacolo. È proprio nella scuola, luogo privilegiato dove il bambino e poi il ragazzo incontra gli “altri” in un percorso fatto di saperi disciplinari differenti, che gli insegnanti sono chiamati a progettare esperienze formative interdisciplinari tali da infondere il desiderio della conoscenza,  della scoperta e del rispetto verso gli altri in un sistema condiviso di regole di convivenza. Risulta, allora, imprescindibile lavorare in gruppo perché favorisce la socializzazione ed abitua al rispetto delle regole.


Noi come loro nell’arte

La scelta di questo percorso didattico, condotto nella scuola primaria ma adatto anche per la secondaria di primo grado, è stata determinata dal considerare l’arte come risultante della molteplicità di altri aspetti, culturali, sociali ed economici,  che costituiscono l’uomo. Calata nel contesto scolastico, tale scelta intende far vivere ad ogni bambino esperienze diverse di tipo interdisciplinare, dove le attività stesse ricompongano e riorganizzino i differenti saperi  arricchendo e potenziando le capacità di apprendimento, legate alla sfera culturale,  emotiva e sociale.

 

Definizione delle finalità ed obiettivi

Il percorso didattico “Noi come loro nell’arte”  si pone l’obiettivo generale di vedere l’espressione artistica come guida alla costruzione di un sapere articolato in senso storico, geografico e sociale che promuova la consapevolezza di sé e degli altri al fine di prevenire il fenomeno del bullismo. La curiosità che accompagna sempre il processo di creazione è intesa come “molla” naturale rivolta alla conoscenza di sé e delle proprie capacità di riuscita in quanto  in alunni che hanno scarsa fiducia in se stessi, ma anche la non abitudine a “costruire” con le proprie mani in una società che rende i bambini ed i ragazzi sempre più passivi, sempre meno capaci di esplorare le proprie abilità e quindi non artefici della propria esperienza e conoscenza o  non in grado di utilizzare linguaggi non-verbali che incoraggiano le capacità espressivo-relazionali aiutando così ad interagire più facilmente con gli altri.

Gli obiettivi specifici prescelti, pur appartenendo a discipline diverse, mirano a far acquisire una conoscenza integrata e ricca di sviluppi in più direzioni:

  1. area arte e immagine: sviluppo di capacità manipolative che richiedano  la formulazione di ipotesi, un progetto grafico, la verifica delle ipotesi sul piano concreto per realizzare i diversi lavori, ricerca di un gusto estetico, incentivo per lo sviluppo della creatività di ogni alunno in una attività in cui non vi è né competizione né sconfitta utilizzando le fonti storico-artistiche sia come stimolo che come ambito nel quale produrre le proprie opere.

  2. area storica:  costruzione di una linea del tempo articolata in periodizzazioni che aiuti gli alunni prima a collocare temporalmente i grandi momenti storici e successivamente ad utilizzare le categorie temporali facendo dei confronti tra i quadri delle civiltà prese in esame ed attribuendo significati culturali e sociali a tali mutamenti, riflettendo sui rapporti intercorrenti all’interno della strutturazione gerarchica.

  3. area geografica:  localizzazione dei popoli presa in esame utilizzando le categorie spaziali per l’ inquadramento ambientale dei fatti, riflettendo sui rapporti tra il territorio e la civiltà che vi si è insediata.

  4. area della cittadinanza:  avviamento di un processo che renda ogni alunno autonomo, responsabile e capace di collaborare con i propri compagni, attraverso il lavoro individuale e di gruppo, per un progetto comune.

 

Metodologia e contenuti

I metodi prescelti in questo contesto progettuale sono quello per scoperta-ricerca  attraverso l’osservazione e l’analisi di documenti eterogenei relativi alle civiltà prese in esame e quello basato sulle discussioni in gruppo per definire gli argomenti, scegliere  i documenti da utilizzare,  le opere da realizzare con i relativi materiali e l’assegnazione di ruoli e compiti all’interno dei gruppi di lavoro.

Per quanto riguarda i contenuti, la produzione artistica rappresenta una aggregazione globale e sinergica tra le componenti antropiche in senso storico, geografico, sociale ed economico.

Quindi gli alunni intraprendono questo “viaggio” nella conoscenza delle diverse epoche per produrre, in modo personale e creativo, opere che caratterizzavano una civiltà.

Le parole–nozioni diventano reali, vere, non più solo scritte sui libri: ricostruire un graffito, un cartiglio, una maschera … ovvero “un fatto” significa annullare le differenze e rivivere un’epoca, riviverla, non leggerla e basta. Ed è importante “riviverla” in un gruppo eterogeneo che costruisce insieme, dove il lavoro di tutti e di ciascuno è fondamentale, dimenticandosi il “mio” e il “tuo”, per pensare e dire il “nostro”: colla, forbici, cartoncini, legno, gesso, pasta di sale e quant’altro possono formare un gruppo che insieme studia e ricerca, proprio perché le attività espressive, in questo caso, diventano mezzo, momento trainante per conoscere, approfondire e quindi studiare con un metodo più rigoroso, sostenuto da un interesse continuo.

Il gruppo – classe ha finalmente un senso anche per gli alunni: è un lavorare simultaneo per uno stesso scopo, nella molteplicità delle tecniche e  degli aspetti che caratterizzano l’uomo nelle varie epoche storiche.

Dal percorso descritto emerge quale importante valore didattico possa rivestire l’arte. Infatti, se nell’insegnamento la sfera artistico-creativa venisse privilegiata e se ne utilizzassero le potenzialità “maieutiche”, le discipline riuscirebbero a coinvolgere maggiormente i bambini ed i ragazzi nei quali accrescerebbe il desiderio della conoscenza e della scoperta, esprimendo ed incanalando le emozioni nel rispetto verso gli altri, prevenendo anche, in tal modo,  atti di prepotenza e di bullismo vero e proprio.

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