L’uomo e i suoi simboli
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / l uomo e i suoi simboli

Ci hanno sempre detto che la carne è contraria allo spirito, che la materia è volgare e lo spirito è sublime e nobile, come se fossero due antagonisti in perpetua lotta: una delle tante credenze limitanti che rischia di avvelenarci la vita. C’è, invece, uno strettissimo rapporto tra Materia e Spirito, superato il principio di casualità che da Cartesio in poi ha informato e guidato tutto il pensiero scientifico. E’ proprio dove si incontrano corpo e spirito che si colloca la psiche: qualsivoglia studio completo che riguardi la psiche non può sondare soltanto l’aspetto prettamente scientifico, documentabile, dimostrabile e quantificabile, prescindendo o ignorando la sua natura trascendente che fa da ponte proprio fra l’umana esperienza del corpo e dello spirito.

Anzi, è proprio il trascurare questa realtà strutturale dell’essere umano, a costituire la fonte di sofferenza e disagio maggiore che imprigiona gli individui costringendoli a vivere rigorosamente sul piano dei “fatti”, ricacciando e rimuovendo tutto il materiale primitivo che emerge bisognoso di ascolto e attenzione. Per poter sopravvivere a questa forzatura, gli individui si rifugiano in fughe nel passato o nel futuro ed è li che si perdono in pericolosi labirinti della coscienza sottoposti ad angosce spazio/temporali che divorano le loro più preziose energie vitali. Ma l’essere umano è ben fatto e strutturato, gli viene in aiuto il suo prezioso inconscio, quello che è stato sempre visto, invece, come un pericoloso nemico degli uomini al quale non si doveva dare troppo spazio altrimenti conduceva alla pazzia. Ciò che la coscienza vive come passato, presente e futuro, nell’inconscio si relativizza divenendo sostanza libera, al di fuori dallo spazio e al di là dal tempo. L’inconscio è un nostro indispensabile alleato e si manifesta a noi tramite un vero e proprio linguaggio fatto di sogni, visioni e simboli, tutoraggi per gestire in maniera sana e pienamente appagante questa nostra esistenza. Per imparare a utilizzare questa straordinaria capacità della psiche umana è necessario iniziare a valutare una serie di coincidenze sincroniche di eventi che normalmente attribuiamo al caso e che superficialmente liquidiamo come prive di significato. Si tratta di mettere in funzione le facoltà dell’anima, intelletto, sentimento e volontà, ma non in maniera settaria, come facciamo solitamente in preda a una incapacità di concepire in noi la cooperazione, cioè in un clima da guerra interna dove la ragione ostacola il sentimento e la volontà ne paga le spese. Allontaniamo da noi questi malsani luoghi comuni ed entriamo nella dinamica salutare della cooperazione che la natura ci insegna continuamente: quando la ragione si incontra con il sentimento da alla luce una nuova capacità che si chiama Intuizione ed in questo spazio interno la volontà ne riceve nuovo e fortificato slancio. E’, appunto, nello spazio interno dell’Intuizione che setacciamo gli eventi quotidiani ed identifichiamo la guida di sincronie illuminanti, connessioni altamente significative. Il nostro pensiero è fatto della stessa materia e sostanza di cui è composto l’universo, come ormai attesta la fisica quantistica, quindi, la nostra coscienza soggettiva è immersa come un’onda nella infinita coscienza universale, in questa noi tutti esseri viventi siamo una cosa sola, una coscienza collettiva che connette tutti gli esseri umani al di là del tempo e dello spazio in un campo energetico sovra personale e transpersonale. Questo concetto lo accettavamo relegandolo prevalentemente al mondo animale e vegetale sotto il nome di istinto con variabili meccaniche quali il sesso, la fame, la sopravvivenza, etc. per noi umani valgono le medesime meccaniche in quanto mammiferi, alle quali vanno aggiunte sofisticate elaborazioni di immagini, archetipi, segni e simboli che caricano di significato gli eventi facendoci agire in base, non solo alla soddisfazione dei bisogni primari, ma alla Relazione e a valori identitari che fanno parte integrante della sfera del trascendente. Tali valori ci accomunano tutti, indipendentemente dai credo religiosi o dalla differenza di cultura e razza, in uno stesso ceppo contenente la medesima radice. Tale radice è l’archetipo, appunto, una sorta di matrice collettiva che ci dispone ai medesimi infiniti desideri, agli stessi valori appaganti dei quali è intriso l’inconscio collettivo. L’essere umano risulta immerso ed intriso di questa disposizione ai valori, alla cultura nel senso etimologico del termine “culto della luce”, caricata di elaborazione e trasmissione di luminose informazioni e significati che veicola attraverso i simboli, ponti fra il cielo e la terra, fra il visibile e l’invisibile, fra la materia e lo spirito.

L’arteterapia ha la funzione di risvegliare la ricettività simbolica facendo entrare l’uomo nello spazio della consapevolezza del sé, luogo in cui riposano gli archetipi che vanno resi attivi e dinamici attraverso la facilitazione della espressione di tutte le gamme emotive e le energie vitali intasate nei vari plessi del sistema ortosimpatico e parasimpatico. I laboratori esperienziali sono officine nelle quali si configurano le infinite possibilità individuali di essere, di pensare, di sentire, di co-creare, di provare emozioni e dipingere sentimenti, di snodare progettualità, di liberare e dar voce all’irrisolto, di proporre idee, partorire e condividere visioni e percezioni, di verbalizzare l’impronunciabile e trasformare i mostri prodotti dalla nostra flagellata mente, di esercitarci nella capacità di resilienza e nel potere di plasmare la nostra realtà facendo concorrere al bene ogni nostra preziosa ombra.

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