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L’ ARTETERAPIA RIMETTE IN MOTO DOVE CI SIAMO “BLOCCATI”

L’ ARTETERAPIA RIMETTE IN MOTO DOVE CI SIAMO “BLOCCATI”

Quante volte nel mio lavoro mi è successo di incontrare persone che erano da molto tempo, a volte anni, in qualche caso una vita, bloccati, intrappolati in qualcosa che li teneva lì, imprigionati in un cruccio, incapaci di rimettere in moto il flusso dei pensieri, dei progetti, della loro vita. A volte, assediati da un delirio che si sono creati da soli per sopportare una sofferenza troppo schiacciante. Oppure perché custodiscono un segreto che li fa sprofondare a poco a poco.

Mi ricordo di Giovanni, 60 anni, chiuso come un animale in gabbia da un delirio costruito ad hoc per reprimere il desiderio; oppure di Elisa, 20 anni, che ha dovuto affrontare una interruzione di gravidanza e non riusciva a trovare pace e perdono. E ancora Mirella, di 33 anni, travolta da vortici sessualmente spinti al limite a causa di molestie sessuali subite da bimba. La frustrazione sessuale di Carlo, paziente psichiatrico di 55 anni, causata dalla terapia farmacologica ma anche la solitudine di Valentina, 13 anni, sofferente per le differenze di attenzione riservate alla sorella. Pietro, 70 anni, padre di un figlio che si è suicidato e caduto nel buco nero della depressione.

Dentro di noi si crea una frattura, una crepa tra il nostro mondo interno e quello esterno, il mondo reale. Occorre ripristinare MOVIMENTO, RIMETTERE IN MOTO IL MOTORE. Serve l’arte, con il suo codice simbolico, con la potenza comunicativa delle sue immagini a riconsegnarci la salute.

Con l’arteterapia portiamo soccorso ai nostri utenti, cerchiamo di intervenire sull’immaginario, luogo nel quale abitano i pensieri, le fantasie, i segreti. È lì che c’è il bandolo della matassa, Lì cerchiamo di “riparare” la frattura, proponiamo e stimoliamo con l’arte una apertura al cambiamento.
Offriamo, così, materiali e tecniche artistiche differenti a seconda di chi abbiamo di fronte, in un approccio individualizzato, favorendo l’emergere di uno “stile” individuale che esalti le caratteristiche e le potenzialità di ciascuno.
E da qui si inizia a “camminare” insieme, utente e arteterapeuta, legati da una relazione d’aiuto, in un rimpallo armonico di interventi estetici sull’opera che produce cambiamenti nell’utente e di cambiamenti nell’utente che producono modificazioni estetiche nell’opera.
E piano piano i pensieri si modificano, si trasformano, si armonizzano, la “frattura” è sanata e a testimonianza di tutto ciò, rimane l’arte, l’opera d’arte, da condividere, rappresentazione estetica del nostro processo di cura.

 

Dott.ssa Paola Bianchi

A r t e t e r a p e u t a
4° CPS Montichiari
SPDC di Montichiari
CPA Brescia
CRA Brescia
CDAP Via Romiglia BS
UO di Psichiatria nr.23 (UOP23)
Dipartimento Salute Mentale
AO Spedali Civili Brescia
Centro Studi Aretaeus, Montichiari, BS
Mail ateliermontichiari@gmail.com
Web Site: http://ateliermontichiari.blogspot.com

 

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