Innovativo Sistema di Riabilitazione Espressiva e Relazionale (R.E.R) con il software “conTatto”
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Innovativo Sistema di Riabilitazione Espressiva e Relazionale (R.E.R) con il software “conTatto”

La Riabilitazione Espressiva e Relazionale con conTatto nasce da un’idea di Mousikessere che nel 2008 ha commissionato la realizzazione del software conTatto al dipartimento ISTI del CNR di Pisa. Il sistema nato da questa collaborazione, grazie all’esperienza della Dott.ssa Grazia Ragone con i bambini affetti da Disturbo dello Spettro autistico, ha permesso la nascita della metodologia R.E.R. che tutt’ora riporta buoni risultati nel trattamento del disturbo.

Oltre ad interventi di tipo psicologico, i bambini autistici, avendo bisogni speciali, hanno bisogno di un consistente trattamento riabilitativo, che permetta l’apprendimento attraverso modalità alternative. Tra gli interventi più efficaci con questi bambini, risultano essere quelli di musicoterapia, arteterapia e psicomotricità che attraverso il gioco stimolano il bambino alla relazione, aprendo canali alternativi di comunicazione. Purtroppo  l’efficacia di tali interventi resta spesso all’ombra dei trattamenti medici, testati scientificamente.

A tal proposito è nato il progetto di Riabilitazione Espressiva e Relazionale con conTatto il quale risulta innovativo oltre che per l’avanzata tecnologia utilizzata, anche per il secondo obiettivo che si prefigge: traghettare nel già attuale futuro tecnologico l’antica forma della “arte di curare” attraverso i suoni e le immagini.

L’idea progettuale deriva dall’esperienza dei soci fondatori di Mousikessere s.r.l., costituita da Grazia Ragone e Raimondo Lenoci, che hanno contribuito notevolmente al finanziamento economico e umano di tale progetto.

Tale sistema risulta particolarmente innovativo oltre che per la sua possibilità istantanea di trasformare il gesto del bambino in suono, anche per la possibilità che offre di registrare elementi utili alla diagnosi e al monitoraggio dei risultati raggiunti e perseguibili. 

Il progetto conTatto è stato testato specificamente per bambini con disturbo dello spettro autistico, per i quali sono ancora poche le certezze, a livello mondiale, rispetto all’efficacia o meno di strumenti riabilitativi. Sostanziali benefici sono stati riscontrati nel trattamento attraverso la Musicoterapia e le Artiterapie, che a differenza di approcci strettamente medici, si avvalgono di una conoscenza più empirica nel loro campo di applicazione. Mousikessere quindi  nasce con l’intento di far confluire nel mondo della Musicoterapia le esperienze umanistiche e le conoscenze tecnologiche per un riconoscimento scientifico della disciplina. 

L’ intervento di conTatto è assolutamente non invasivo e centrato sul gioco, esso varia a seconda delle strategie utilizzate e degli obiettivi che si prefiggono.

I Disturbi dello Spettro Autistico (DSA) sono disturbi neuroevolutivi caratterizzati dalla compromissione delle capacità di interazione sociale e di comunicazione  e dalla presenza di comportamenti, interessi ed attività ristretti e stereotipati. Essi presentano comportamenti in deficit nella comunicazione, nella relazione e nell’immaginazione sociale, perciò Mousikessere ha pensato di unire un determinato approccio Riabilitativo Espressivo e Relazionale che punta alla modifica e al miglioramento, di ognuna delle aree maggiormente colpite nel disturbo autistico: la comunicazione, la relazione e l’immaginazione.

E’ ben noto che le persone con autismo hanno difficoltà nell’apprendimento attraverso l’osservazione e l’imitazione .  Grazie al software conTatto che è capace di tradurre ogni movimento del bambino in suono, si favorisce la percezione di sé stesso nell’ambiente attraverso la forza del suono che va ad incidere sull’area della comunicazione del bambino stimolandolo ad interagire con il terapeuta nella stanza e intessendo con lui una relazione terapeutica. Ciò, come riscontrato, porta inevitabilmente all’imitazione in quanto è il gesto stesso altrui, se fatto in un certo modo, che rinforza e stimola il bambino all’imitazione. Per lavorare, invece, sull’altra sfera deficitaria, grazie alla metodologia R.E.R. applicata al sistema conTatto è possibile incidere positivamente sui comportamenti stereotipati del bambino che acquisisce maggior controllo dei suoi movimenti, i quali risuonano empaticamente con le sonorità che emergono.

Inoltre, grazie alla eccezionale bravura degli ingegneri del dipartimento ISTI del CNR di Pisa è stato possibile realizzare un software capace anche di registrare i tratti caratterizzanti le movenze di ogni bambino prima e dopo l’incontro, permettendo poi di analizzare l’accaduto offline e poter procedere ad un assestamento degli obiettivi.

Alla luce della stretta connessione che all’interno dell’ambiente si viene a creare tra abilità di interazione e condivisione sociale e componenti motorie legate alla necessità di modulare e diversificare il movimento per ottenere i suoni, lo studio si è proposto infine di verificare l’efficacia abilitativa e riabilitativa di un ciclo di trattamento effettuato tramite questo sistema.

Lo studio pilota effettuato con una versione Beta del sistema conTatto, ci ha portato a formulare delle procedure da seguire nei vari cicli di incontri.

A tal fine è stato considerato un campione sperimentale composto da 10 bambini, 5 con DSA già in trattamento presso l’Istituto Superiore di Sanità Stella Maris di Calambrone (Pisa) specializzato nel trattamento per l’Autismo, e un campione di controllo, appaiato per età, sesso, diagnosi e tipo di trattamento. Ciò è stato fornito allo scopo di verificare l’entità degli eventuali miglioramenti ascrivibili all’azione di conTatto.   Lo studio ha fornito indicazioni positive relativamente alla utilizzabilità del sistema con bambini in tale età ed alla sua flessibilità ed adattabilità alle caratteristiche di ciascun bambino.

Le esperienze dei bambini nell’ambiente conTatto sono risultate in tutti i casi gratificanti e nessuna reazione avversa è stata osservata. Durante le sedute con conTatto è stato possibile apprezzare un progressivo aumento di comportamenti di ricerca e di riferimento sociale nei confronti dell’operatore coinvolto.

Sul piano richiestivo ognuno ha espresso una precisa volontà nella modulazione e nella scelta del suono. Per quel che riguarda l’imitazione i bambini hanno imitato in modo differente (grossolanamente e precisamente) i movimenti richiesti dalla dott.ssa Ragone.

Inoltre sono stati riscontrati benefici effetti sull’attenzione del bambino e sulla motivazione che, in ognuno dei casi, ha portato ad esprimersi in maniera appropriata al contesto.

Dai vissuti dei genitori che nella maggiorparte dei casi hanno assistito, all’insaputa dei bambini, dietro lo specchio monodirezionale, è emersa la gioia del bambino e l’espressa volontà a continuare il “gioco” con conTatto.

Infine, il lavoro con i bambini su menzionati non ha avuto un prosieguo oltre alle sedute sperimentali, ciò avrebbe notevolmente contribuito al mantenimento degli obiettivi raggiunti.

Il termine autismo/autistico che sempre più spesso leggiamo su riviste, spot televisivi  e pubblicitari  si riferisce ad un disturbo dell’età evolutiva che va a minare gli elementi più caratteristici dell’essere umano, cioè il suo essere sociale, empatico e in relazione con l’altro. L’autistico si caratterizza per il suo essere solipsistico (autòs  = sè stesso), cioè rivolto a sè stesso e al suo mondo, precludendosi la relazione con l’altro e con l’ambiente che lo circonda. Esso nel linguaggio specialistico rientra nei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (DPS) e si distingue per la compromissione in tre aree: mancata e persistente compromissione dell’interazione sociale, mancata e persistente compromissione della comunicazione verbale e non verbale e infine modalità comportamentali ripetitive e stereotipate (rif. DSM IV) .

Tra gli studiosi , molti credono che l’autismo non sia una malattia, ma un disturbo complesso dei processi cerebrali che vanno ad influire negativamente su vari aspetti comunicativi e relazionali.  Chiunque può essere colpito da questo disturbo nonostante l’esistenza di studi che circoscrivono il disturbo a caratteristiche genetiche e sociali . Sembra molto più alta la percentuale tra i sessi , che vede 4 maschi su una femmina colpiti dal disturbo. Per la maggior comprensione di tale fenomeno si rimanda allo studio condotto dagli scienziati dell’Università di Cambridge con supervisore il Prof. Simon Baron Cohen  l’autismo è stato definito come un disturbo caratterizzato da un “cervello maschile” . 

Per un distubo così complesso come è quello autistico è maggiormente importante un lavoro di coordinazione e scambio tra i vari professionisti che lavorano nello stesso settore, neuropsichiatri, psicologi, terapisti della riabilitazione, operatori socio – assistenziali ecc. permettendo così l’incontro e scambio di più e differenti punti di vista. 

Mousikessere, con i propri mezzi ha mirato alla ri-unione tra Musica e Medicina , rifacendosi agli antichi insegnamenti, ma contestualizzandosi nell’attualità, cioè servendosi delle conquiste innovative e tecnologiche sviluppate in altri ambiti scientifici, dai quali non si può assolutamente prescindere.

Per il raggiungimento di tale obiettivo MousikEssere ha ideato un nuovo sistema terapeutico capace di produrre dati misurabili e ripetibili e successivamente lo ha sperimentato in laboratorio su un campione di bambini autistici e un gruppo di controllo con bambini con sviluppo tipico. Il sistema nato da questo processo si chiama ConTatto (commissionato da MousikEssere al dipartimento ISTI del CNR di Pisa che lo ha realizzato), e si avvale di una metodologia di utilizzo chiamata Riabilitazione Espressiva e Relazionale (creata dalla dott.ssa Ragone in collaborazione con una equipe medica).

La metodolgia di Riabilitazione Espressiva e Relazionale non si fonda solo su pricipi musicoterapeutici, nè arteterapeutici o di psicomotricità, bensì, prende spunto da ognuno di questi approcci, con il valore aggiunto del software conTatto, il quale permette di tradurre simultaneamente e numericamente il movimento e i gesti del bambino, in suono. I suoni utilizzati provengono dall’universo sonoro che vengono selezionati a seconda della tipologia del bambino.

E’ risaputo che i bambini, tra cui in particolar modo anche gli autistici sono profondamente attratti dalla realtà virtuale (cartoon, video games ecc.). Infatti si diffondono sempre più giochi basati su elevate tecnologie che hanno raggiunto buoni risultati dal punto di vista terapeutico (vedi Cospatial, Face etc.) che vedono piccolissime realtà del nostro Paese collaborare con realtà fuori dal paese.

Grazie all’esperienza maturata sul campo Mousikessere ha pensato proprio al sistema conTatto come qualcosa di assolutamente utile ed efficace nell’intervento ludico e terapeutico con l’autismo.

Il fondamento centrale di questo sistema terapeutico parte dalla convinzione che qualunque forma di apprendimento inizi dal corpo, e che anche l’acquisizione del linguaggio abbia questa matrice. Daltronde il linguaggio avviene in massima parte ( 65% ) attraverso il canale visivo dei gesti ; solo il resto è verbale, tattile e olfattivo.   Il gesto indica la via alla parola, afferma un antico detto dei Dogon.

Pertanto il punto di inizio del processo terapeutico che MousikEssere sostiene, è tracciato dal linguaggio del corpo che si esprime attraverso il gesto e il movimento, i quali, tramite i suoni che si autoproducono in sintonia con i movimenti, vengono percepiti e resi più funzionali da parte del bambino. Ciò, inevitabilmente, ci porta a pensare di poter successivamente lavorare sugli altri linguaggi, compreso quello verbale.

Considerando i risultati scientifici ed emotivi, che tale ricerca ha portato, si tratta di un’innovazione senza precedenti se si considera l’idea di riabilitazione, attraverso la produzione sonora associata al movimento (creativa e assolutamente non invasiva), unita alla registrazione e misurazione dei dati, essenziale per diagnosi e prognosi. Purtroppo in Italia il progetto conTatto attualmente ha subito un notevole rallentamento a causa della situazione che diviene sempre più compromessa nel mondo della ricerca. Infatti, nonostante il successo dell’intervento a favore dei bambini, nessun ente o istituzione si è proposta di finanziare la ricerca.

Oggi pur continuando rapporti con l’Italia, il progetto conTatto ha trovato terreno fertile in Inghilterra dove lo strutturarsi di un percorso continuo, a beneficio dei bambini, non sembra solo un sogno ma anche realtà.  

Crediamo che il progetto sia di interesse generale, chiunque può provarlo e testarne i benefici su sé stesso, oltre che particolare per quei bambini autistici che trarrebbero gran beneficio nel  viverlo. Dato che, come già detto, gran parte del progetto è stato finanziato da due giovani ed intraprendenti ricercatori e studiosi che ci hanno sempre creduto, trovando riscontro successivamente nella gioia dei bambini e dei loro genitori come anche nell’incredulità di esperti nel settore, ci auspicheremmo che ora tale progetto torni in Italia, nella patria in cui è nato e coloro i quali possono perchè dotati di superpoteri nel mondo della Sanità e dell’Educazione, diano una mano a tutto il team procedendo in un’unica direzione che è il bene del bambino.

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