Il quadro sulla parete? Fa bene come una medicina
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / il quadro sulla parete fa bene come una medicina

Il quadro sulla parete? Fa bene come una medicina

(articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 27 Marzo 2010 a firma di Filippo Bernardi)
 
La ricerca  Il luogo di ricovero infuisce sull’umore.  Quando e’ piu’ bello, aumenta il senso di fiducia verso la vita.
Anche solo un disegno o una fotografia, al posto di una parete spoglia, possono aiutare a convivere con un tumore.  E’ l’arte che si fa terapia:  interrompe il bianco dei muri d’ospedale e dona emozioni a chi crede di non poterne provare piu’. 

Un’indagine co-ordinata dalla Struttura complessa di Oncologia di Careggi – e a cui hanno partecipato i centri di Messina, Ancona e Perugia – ha dimostrato che un ambiente meno asettico aiuta i pazienti a riacquistare un po’ di fiducia nella vita.  I risultati della ricerca sono stati presentati ieri all’incontro “Oltre le cure tradizionali…  L’arte come terapia”, tenutosi al Grand Hotel Baglioni e moderato dal direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini.
Lo studio, svolto con il patrocinio del Goirc (Gruppo oncologico italiano per la ricerca clinica) e il supporto di Lilly, ha riguardato 345 pazienti.  Le stanze e i corridoi dei centri oncolgici coinvolti sono stati tappezzati con le fotografie donate dalla Fondazione “Healing Photo Art” e scattate dalla stessa presidente, Elaine Poggi, che ha deciso di dedicarsi all’arte – terapia dopo averne notato gli effetti positive sulla madre ricoverata.
“Ho lasciato la mia famiglia a Firenze e sono andata negli Usa per assisterla – ha raccontato –  Le pareti della sua stanza d’ospedale erano tristemente nude e cosi’ ho deciso di arricchirle con alcune mie foto di Firenze e di paesaggi naturalistici.  La camera ha subito assunto un’aria piu’ serena e cosi’, quando la storia di mia madre si e’ conclusa, ho deciso di riempire tutti gli ospedali del mondo che me lo chiedono”.
Oltre che in Italia e negli Usa, gli scatti di Elaine Poggi si trovano in Brazile, Croazia, India, Maldive, Polonia, e molti altri Paesi ancora.  E i risultati sono chiari:  l’84% dei pazienti coinvolti nell’indagine, ha dichiarato di preferire le stanze decorate a quelle spoglie.  “Ci rendiamo conto sempre piu’ spesso – ha detto il direttore dell’oncologia medica di Careggi, Francesco Di Costanzo – che i pazienti ricoverati hanno uno stato di depression psicoemotiva che, oltre ad essere dettato dalla malattia, e’ determinato anche dagli ambienti che li circondano.  Dalla ricerca emerge che quando questi sono particolarmente confortevoli, i malati sono piu’ sereni e seguono meglio le indicazioni terapeutiche.  Le strutture e i medici non sono ancora preparati a questi nuovi approcci, ma si tratta di un ritardo che dobbiamo colmare”.
Nel corso del convegno, a cui sono intervenuti anche la professoressa Paola Caboara Luzzatto (esperta di arte-terapia), lo psico-oncologo di Careggi Leonardo Fei, il president dell’Aimac ed ex ministro della Sanita’ Francesco De Lorenzo, l’architetto Franco Pasti e il critico d’arte J. T. Spike, e’ stato anche illustrato come un’immagine non sia uguale a un’altra per il malato.  Il criterio da sequire e’ la semplicita’:  foto e paesaggi al posto di quadri astratti.  Una collina assolata, non una campagna autunnale.  Un’alba invece di un tramonto.
 “Oltre le cure tradizionali… L’arte come terapia”, nel convegno si sono discussi i risultati della ricerca su 345 pazienti:  le immagini fanno bene all’umore.  Foto e paesaggi sono da preferire ai quadri astratti.

Leave a comment

Commenta

SCARICA LA NUOVA APP DEL DOCENTE
E SCOPRI LA FORMAZIONE ACCREDITATA A PORTATA DI CLICK

App del Docente

Disponibile gratuitamente
per iOS ed Android

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi