I gruppi di Lettura: percorsi condivisi di socializzazione costruttiva
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I gruppi di Lettura: percorsi condivisi di socializzazione costruttiva

La Columbia Public Library, pubblicò nel 1993 un manuale in cui si affermavano le ragioni della nascita dei Gruppi di Lettura:

  1. per fornire una educazione di base;

  2. per superare l’isolamento di nuovi lettori adulti;

  3. per creare comunità di persone che imparano l’una dall’altra supportandosi a vicenda con le loro nuove capacità intellettuali acquisite, grazie agli aspetti della socializzazione e della libroterapia di gruppo.

Negli USA, i Gruppi di Lettura continuano tuttora a diffondersi talmente tanto da lasciare senza parole chiunque provi ad approcciarsi al fenomeno.

In Book Discussion Groups, lo studioso R.Kleim racconta un episodio, curioso e divertente, che fa piena luce su come, ogni giorno, in molti appartamenti di Manhattan, si svolgano gruppi informali di lettura molto frequentati: “La mia amica Laura, che vive nell’Upper West Side di Manhattan, era stata recentemente invitata a partecipare a un gruppo di lettura. Aveva oltrepassato un po’ di quelle case tutte uguali dalla facciata in mattoni rossi, sapete, e sebbene si ricordasse dell’indirizzo preciso, non era altrettanto sicura di quale appartamento fosse, così schiacciò a caso uno dei pulsanti del citofono. Alla voce che le chiedeva cosa volesse, disse che era lì per il gruppo di lettura, e così le aprirono il portone. Quando entrò nell’appartamento, si accorse che la discussione era già avviata da un pezzo e pensò che forse aveva capito male l’orario dell’incontro. Non vedeva l’amica che l’aveva invitata, ma le persone erano carine, simpatiche, e c’erano anche delle cose buone da mangiare. Ci impiegò circa un quarto d’ora a capire che quello non era il gruppo a cui la sua amica l’aveva invitata, ma un altro che si era riunito più o meno alla stessa ora, nello stesso caseggiato! Ciò che l’aveva ingannata era una cosa ancora più pazzesca: quel gruppo stava discutendo il prossimo libro in calendario del gruppo a cui era stata invitata!

Restò lì per il resto dell’incontro e quando se ne andò si chiese se uno potesse andare in ogni appartamento di New York, dicendo che si è lì per il gruppo di lettura ed essere accolto senza troppe storie.”

In questo stesso periodo, il fenomeno si sviluppò profusamente nel mondo latino, basti pensare alla realtà spagnola.

La differenza tra i due mondi è lapalissiana: la maggior parte dei Gruppi di Lettura statunitensi sono privati e si svolgono nelle public libraries, più efficaci per la lettura ed il prestito dei libri, mentre nel mondo spagnolo sono pubblici e si svolgono nelle biblioteche, luoghi ideali di incontro e di promozione di manifestazioni culturali.

Con un forte ritardo rispetto alla tradizione e alla cultura di matrice anglo-americana e di lingua spagnola, il fenomeno dei Gruppi di Lettura sta prendendo piede anche nel nostro Paese.

In particolare si assiste ad un crescente interesse da parte non solo degli adulti ma anche dei giovani.

Le ragioni, come vedremo di seguito, sono molteplici: i Gruppi di Lettura assumono una grande importanza per motivi di tipo personale, sociale, di apprendimento e di benessere. Essi stimolano la socializzazione, danno la possibilità di scambiare pareri e opinioni con altri lettori, consentono la condivisione del piacere della lettura favorendo un auto-apprendimento reciproco, costituiscono un’attività di alto livello culturale e profondo aiuto sociale.


  1. Il ruolo di socializzazione di un gruppo di lettura

Oggi chi accetta di fare parte di un Gruppo di Lettura cerca anche la compagnia e la socializzazione in un ambito intellettualmente stimolante.

I Gruppi di Lettura sono forme di associazionismo, e come tali sembrano voler realizzare bisogni più profondi.. 

I partecipanti diventano più intimi tra di loro perché, mentre introducono nello spazio pubblico del gruppo i propri discorsi sulle storie dei libri, spesso non fanno altro che discutere di temi di interesse personale con gli altri membri ascoltando i punti di vista dei loro compagni.

S. McCarthy, una bibliotecaria americana che si è occupata a lungo di Gruppi di Lettura, rileva che il gruppo di lettura può rappresentare una via di fuga dalle incombenze familiari e lavorative di ogni giorno, e spesso un luogo dove essere fisicamente rilassati e poter mettere in campo le proprie idee senza venire tacciati o derisi.

Il gruppo, così, rappresenta per molti partecipanti un’alternativa alla solitudine.

Nell’esperienza del Gruppo di Lettura si possono individuare tre  fattori: le persone, la struttura e la cultura.

Riguardo al primo, la composizione informale e variegata dei componenti del gruppo consente che in esso ci sia un’atmosfera favorevole a far sì che i partecipanti siano più liberi di esprimere e condividere le proprie idee o di obiettare in modo civile.

Il secondo fattore riguarda la tipica disposizione fisica del sedersi in circolo, che valorizza lo status di ogni partecipante, portatore di valori, cultura, punti di vista; il sedersi in circolo crea un’atmosfera confortevole e rilassata, in cui i lettori si sentono liberi di condividere idee, sentimenti, e diversi punti di vista sul libro.

La cultura, infine, è importante perché i lettori si supportano reciprocamente, imparando l’uno dall’altro attraverso lo scambio dei propri vissuti e dei propri punti vista che sottendono sistemi di credenze e valori diversi o condivisi.

Collegando i testi delle narrazioni con la propria vita, i lettori trovano dei significati per comprendere la vita stessa e il mondo.


  b. Aspetti “terapeutici”del gruppo di lettura

Per lo studioso americano D. Carr, quando si legge e si interpreta la lettura, molte volte non si fa altro che scoprire e palesare la vita che non si è vissuta e le esperienze che non si sono mai fatte realmente.

Spesso alcuni partecipanti fermano sulla carta dei propri quaderni le parole, le impressioni e le esperienze vicarie proprie e quelle dei propri compagni, in una sorta di diarioterapia.

Sempre secondo Carr, partecipare ad un Gruppo di Lettura è qualcosa che non appartiene solo alla lettura di un libro in sé; riguarda sempre i sentimenti che i lettori hanno dentro di loro mentre leggono il libro: dolori, euforie, sconcerti, piaceri. E parlare con altri di questi sentimenti e delle esperienze vicarie permette agli stessi un miglioramento della propria personalità e della propria consapevolezza sul mondo.

Parlare delle proprie esperienze di letture con altri aiuta a recuperare o a trovare significati per la propria esistenza.

In definitiva, ci si sente supportati dal gruppo.

 

  c. Gruppi di lettura come forme di auto-educazione

Riguardo all’aspetto dell’apprendimento, S. Kerka ha definito i Gruppi di Lettura come gruppi di libera stimolazione intellettuale all’apprendimento. Egli ha analizzato l’aspetto dell’apprendimento nei gruppi, altri modi di interpretare i testi e di integrare e comprendere le loro stesse esperienze.

I partecipanti riescono più facilmente a trascendere i limiti culturali e a vedere le cose come le vedono le altre persone.

 

  d. I Gruppi diLlettura fanno bene

Commentare i libri insieme ad altri è il vero valore aggiunto del Gruppo di Lettura che conferisce ai partecipanti un senso di appartenenza ad una comunità con un tocco di umanità.

I libri aiutano a guarire, a crescere sul piano cognitivo, affettivo e sociale.

I Gruppi di Lettura hanno, perciò, una rilevanza sociale costruttiva: fanno uscire le persone di casa, le abituano a condividere emozioni, le educano allo scambio rispettoso di idee, opinioni ed intuizioni su argomenti letti nel libro, diffondono cultura, aprono le menti.

Sono strumenti di conoscenza e di sviluppo. Aiutano la persona a sviluppare consapevolezza, abilità empatiche, capacità critiche e capacità creative. Sono risorse e aiuto per lo sviluppo ed il benessere delle menti. Promuovono nel tessuto sociale momenti d’incontro e di socializzazione, generano circoli virtuosi e conoscenza.

Volendo, infine, riassumere il tutto, diremo che far parte di un Gruppo di Lettura fa bene perchè:

  1. leggere interrompe il ritmo frenetico dell’esistenza che con varia misura caratterizza ogni vita.

  2. in un gruppo di lettura ognuno può uscire dall’anonimo grigiore quotidiano parlando di sé, facendosi conoscere, in sostanza affermando se stesso, ma con una modalità affatto diversa rispetto alle altre situazioni di vita: non deve cioè né urlare né spingere.

  3. la lettura condivisa è un’attività gratificante, soprattutto perché tutti i componenti del gruppo possono condividere quell’aspetto della lettura per cui il lettore si identifica con i personaggi del romanzo.

  4. leggere insieme vince la pigrizia, ossia l’impegno, i compiti assunti nei confronti degli altri necessitano a compiere l’attività della lettura e della riflessione su di essa che altrimenti verrebbero relegate ad un ipotetico se non irreale tempo libero.

  5. l’università come luogo fisico nel quale si tengono gli incontri rende gli stessi più gradevoli e accattivanti.

  6. la lettura crea altre realtà che rendono accettabile la realtà che si vive, spesso odiosa, meschina o semplicemente prosaica: questo leggere per evadere come mezzo per sopportare la fatica dell’esistenza è uno dei valori condivisi.

  7. nel gruppo ognuno sa di essere ascoltato, ma non esaminato né tanto meno giudicato; ciò  determina curiosità e attesa in chi ascolta e fiducia e sicurezza in chi parla.

Di tutto questo, e di altro ancora, parlo nel mio Corso on line in “Educazione alla Narrazione di Sè e Scrittura Diaristica nei contesti del disagio giovanile” (http://www.erbasacra.com./corsi), un compendio di dieci lezioni destinato ad educatori, assistenti sociali, psicologi, insegnanti, infermieri pediatrici, genitori.

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