DALLA PSICOMOTRICITÀ ALLA MUSICOTERAPIA
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / dalla psicomotricita alla musicoterapia

La terapia psicomotoria è una forma d’intervento educativo-riabilitativo che mira ad armonizzare o riorganizzare il giusto equilibrio tra le funzioni motorie, neuropsicomotorie, affettive, cognitive e neuropsicologiche, tramite l’utilizzazione privilegiata dell’attività motoria.

Nell’auspicato superamento del dualismo corpo-mente la psicomotricità offre un’ottica di osservazione e di stimolazione dello sviluppo umano in cui a ogni conquista motoria corrisponde una conquista psichica nella dimensione cognitivo-affettiva.

La progressione che il bambino manifesta in ogni nuovo movimento è sempre l’embrione di ciò che troverà il suo sviluppo e la sua espressione nell’attività di pensiero nella sua duplice componente cognitiva e affettiva.

 

La psicomotricità utilizza questa verità, eleggendo il corpo e il movimento, attraverso itinerari educativi e riabilitativi all’uopo predisposti, a induttore e facilitatore dello sviluppo umano nell’aggregarsi di interiorizzazioni utilizzabili in ogni esperienza di vita e di apprendimento.

L’integrazione tra azione e pensiero, realtà e mente, afferma l’armonia della persona, del suo essere e del suo esserci al mondo, di collocarsi spazio-temporalmente sì da puntellare ed evolvere la propria identità e la propria relazionalità.

Punto di avvio di questo percorso è il corpo.

Il corpo del bambino è, si trova, in un mondo di corpi esistenti; la comunicazione tra corpi si fa tramite un dialogo particolare che è un preludio al dialogo verbale e che si chiama dialogo tonico: il bambino si esprime al momento della nascita con le grida, con reazioni toniche assiali, con delle smorfie o un gesticolare in cui tutto il corpo parla; reagisce agli stimoli o agli interventi esterni con l’ipertonia oppure si lascia andare in un tranquillo rilassamento. Ma le sue modificazioni toniche hanno un senso perché si rapportano all’altro e sono appunto queste reazioni espressive che la madre interpreta e comprende: il corpo del bambino è sempre presente in qualche posto, in rapporto a un interlocutore situato pure da qualche parte.

In questa prospettiva si capisce come ottenere una modificazione tonica ha senso solo in relazione al cambiamento che essa comporta nel rapporto con l’altro; sul piano terapeutico questa modificazione di tono si deve capire e utilizzare nel quadro di una relazione psicoterapeutica; la riduzione della tensione psichica strettamente correlata all’espressione tonica, apre a sé stessi e agli altri ed è considerata tra i maggiori esiti dell’esperienza musico terapeutica.  

Il corpo del bambino esprime l’esordio dell’intelligenza (attraverso il dialogo tonico), sviluppa l’organizzazione spazio-temporale (il coordinamento), avvia lo sviluppo senso-percettivo (i processi cognitivi superiori).

Numerosi sono i punti di raccordo e di sinergia tra psicomotricità e musicoterapia:

 

Il movimento:

rappresenta l’espressione fisio-psichica  dell’uomo , in cui elementi statici  diventano dinamici.

 

Il ritmo:

sequenza di pulsazioni che scandisce un evento e rappresenta la cellula primordiale del discorso musicale.

 

La voce:

evento creativo del bambino teso a “tirare fuori qualcosa da dentro verso l’esterno”.

 

La melodia:

rappresenta lo sviluppo di un tema, una espressione più orientata alla comunicazione verso l’altro.

 

La mente:

rappresenta l’elaborazione e il controllo cognitivo-affettivo dell’esperienza.

L’armonia:

è collegata all’acquisizione di una tecnica e all’esplicitazione di questa che conferisce un senso strutturato alla forma musicale.

 

In sintesi:

– La Psicomotricità veicola e armonizza lo sviluppo della persona e della personalità.

– La Musicoterapia, nella sua dimensione creativa, esecutiva e di ascolto, ne favorisce l’espressione e ne consente la comunicazione.

 

In entrambe le esperienze, musico-terapeutica e psicomotoria, i soggetti vengono invitati, attraverso idonee animazioni e attente predisposizione di ambiente e materiali, a esprimersi con  il corpo e nel movimento. I loro bisogni, desideri, difficoltà, incapacità, emozioni, sentimenti, pulsioni – emergenze del sentirsi inadeguati – si esplicitano; trattenere, elaborare e integrare, attraverso un accolto processo di adattamento-apprendimento motivato divengono obiettivi terapeutici.

Il lavoro psicomotorio, partendo dall’azione motoria spontanea, evolve attraverso l’espressione grafico-pittorica e la trasposizione spazio-temporale; qui si innesta ed evolve autonomamente la musicoterapia che permette, attraverso l’utilizzo del suono, di esprimere l’immediatezza delle emozioni, di ritrovare la spontanea direzionalità primitiva del linguaggio non verbale.

Il recupero lento e graduale del piano verbale/razionale, ossia di quei codici convenzionali  attraverso cui passa e si media la comunicazione  umana – il linguaggio –  è ambizione terapeutica notevole. All’interno di un codice convenzionale poter esplicitare l’ espressione di sé e la personale visione del mondo.

 

 

 

 

                                                                                                                    Dott.ssa Tiziana Belmonte

                                                                                                               Pedagogista-Musicoterapista

                                                                                     Presidente gruppo jonico Musico…Terapisti

 

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