+39 0832 601223 info@artedo.it
DALLA RUBRICA TERZA ETA’ E NON AUTOSUFFICIENZA – Raccolta fondi per sostenere la ricerca sugli effetti delle Arti Terapie nelle patologie della Terza Età

DALLA RUBRICA TERZA ETA’ E NON AUTOSUFFICIENZA – Raccolta fondi per sostenere la ricerca sugli effetti delle Arti Terapie nelle patologie della Terza Età

L’Associazione Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative organizza una Raccolta di Fondi per sostenere l’attività dei propri volontari, impegnati nell’applicazione delle Arti Terapie per il miglioramento della qualità della vita di persone anziane in stato di bisogno.

Premesse
Molti processi patologici implicano un deterioramento progressivo del tessuto cerebrale e, di conseguenza, del comportamento.  Alcune di queste malattie sono di comune riscontro, altre sono rare. La morte delle cellule nervose è fattore centrale per le manifeste alterazioni neurologiche e comportamentali delle patologie neurologiche degenerative.

La selettività con cui ha luogo la morte di cellule nervose in queste patologie attribuisce a queste ultime i loro sintomi caratteristici. Esse influenzano percentuali crescenti della popolazione di età superiore ai 65 anni. Approssimativamente, un terzo di questi soggetti è gravemente menomato, richiede cioè assistenza a tempo pieno. Con la crescita delle percentuali di soggetti anziani, nelle maggior parte delle nazioni industrializzate si prevede un numero drammaticamente crescente di soggetti dementi e di personale e servizi d’assistenza. Le differenze neuropsicologiche tra i disturbi degenerativi compaiono nelle fasi precoci, prima che il processo patologico sia diventato così ampio da annullarle.
Nel momento in cui queste variazioni hanno compiuto la maggior parte del loro decorso, chi ne è colpito tende a condividere numerose caratteristiche comportamentali.
Tra queste rivestono un’importanza notevole:

  • la regressione psicosociale;
  • i disturbi dell’attenzione – come l’incapacità a concentrarsi -;
  • la disattenzione e la distraibilità; 
  • l’apatia (con l’alterazione della capacità di iniziare, programmare ed eseguire attività complesse); 
  • l’intero spettro dei disturbi della memoria;
  • nei casi più gravi e più avanzati, le sintomatologie psicotiche accompagnate da deliri ed allucinazioni.

Quando la maggior parte delle funzioni cognitive si è deteriorata in maniera significativa i pazienti avranno perduto la coscienza della propria persona, la capacità di giudizio e quella di provvedere a se stessi. L’estremo termine per la maggior parte dei soggetti che soffrono di queste malattie è la totale dipendenza, la perdita della consapevolezza generale compresa la perdita della coscienza di sé. Al di là di alcune terapie farmacologiche in grado, solo in alcuni casi, di rallentare in minima parte il processo degenerativo, non ci sono ancora, ad oggi, cure in grado di interrompere il progressivo declino cognitivo e funzionale che caratterizza la demenza.
Tuttavia, nuove modalità e tecniche di comunicazione, proprie del contesto non-verbale, permettono di utilizzare capacità espressive diverse da quelle convenzionali, di impossibile accesso per questo tipo di pazienti, contribuendo efficacemente nel rallentare il decadimento mentale, nel controllare i disturbi comportamentali, nel mantenere le abilità funzionali, nel migliorare quindi la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari.

Le Arti Terapie
Le premesse scientifiche a questo progetto  sono le recenti scoperte in materia di Plasticità Neuronale (“Distinct Roles of D1 and D5 Dopamine Receptors in Motor Activity And Corticostriatal Synaptic Plasticity” – Bernardi G., Calabresi P., Centonze D. et al. – Dip. Neuroscienze dell’Università di Roma Tor Vergata) che hanno evidenziato come ambienti ricchi di stimoli favoriscano nuove connessioni sinaptiche delle cellule cerebrali, con conseguente riorganizzazione neurale, anche in soggetti gravemente compromessi.
Le Arti Terapie, come il termine stesso suggerisce, sono l’uso delle Arti in una relazione d’aiuto che, per brevità e semplicità, viene definita Terapia. In altre parole, l’approccio con le Arti Terapie propone l’utilizzo, in un contesto di relazione, generalmente ma non necessariamente orientato alla cura, di un canale di comunicazione non verbale, attraverso la riscoperta o la scoperta della creatività. Di esse, oggi, si fa larga applicazione per prevenire l’insorgere di comportamenti antisociali, per facilitare la socializzazione, per tentare il recupero di abilità perdute o per indurre modificazioni. Le Arti Terapie, infatti, operano una sintesi applicativa di studi  che fanno riferimento  a modelli convalidati e condivisi dalla comunità scientifica internazionale e che spaziano dalla  terapia alla riabilitazione, dalla prevenzione agli interventi per la  socializzazione, facendo riferimento a varie aree teoriche, relazionali e psicoanalitiche che utilizzano, al loro interno, in maniera sistematica, quelle che di solito definiamo arti.
Ciò lascia intendere come la Musicoterapia, l’Arteterapia Plastico Pittorica, la Danzaterapia, e la Dramma Teatro Terapia, oggi associate e annoverate tra le Medicine cosiddette Olistiche, ovvero quelle che guardano all’essere umano non in funzione della patologia ma nella sua interezza, in quanto essere capace di provare emozioni,  abbraccino un campo di azione molto vasto e siano facilmente applicabili a un vastissimo range di pazienti,  inclusi quelli, in molti casi,  refrattari alle terapie farmacologiche o psicoterapiche. Si parla, così, dei contesti sociali, per via delle possibilità d’aggregazione e d’integrazione che offre il messaggio artistico attraverso cui esse si esprimono, tra cui è bene non dimenticare la formazione, la scuola, i posti di lavoro, le carceri, per tutte le applicazioni che esse prevedono rispetto al miglioramento della conoscenza di sé, in area psicoeducativa, risocializzante e di riabilitazione psicosociale, ma anche a contesti sanitari, per le molteplici possibilità d’impiego che offrono in campo terapeutico, preventivo e riabilitativo.

Applicazione delle Arti Terapie nell’invecchiamento fisiologico e nei casi di demenza
Le Residenze Assistenziali e Socio Assistenziali  ospitano tipologie variegate di utenti. Da una parte, persone anziane che versano in stato di bisogno continuo di assistenza, dall’altra pazienti affetti da patologie degenerative del SNC, tra cui la DEMENZA da istituzionalizzazione, patrimonio di quelle persone che sono state rinchiuse negli ospedali psichiatrici per decenni, la cui originaria patologia è stata occultata e sostituita da una condizione demenziale sovrapposta legata all’istituzionalizzazione, alla cosiddetta “carriera del paziente psichiatrico” (Goffmann).  In questa condizione versano, infatti, i pazienti affetti da questa forma di demenza, in cui l’adattamento all’ambiente chiuso, al gruppo, unitamente all’invecchiamento, ha portato alla progressiva rinuncia alla propria identità, al riconoscimento unicamente dell’ambiente in cui si è vissuti.
L’ Arte Terapia  si presenta come tecnica privilegiata per consentire il recupero di molte facoltà perdute nel paziente anziano e nel paziente anziano affetto da demenza, in quanto:

  • aiuta il processo di comunicazione;
  • favorisce le reazioni comportamentali;
  • permette il recupero della capacità di concentrazione e dell’attenzione;
  • attiva processi che stimolano le funzioni linguistiche, la memoria, la capacità di discriminare, la possibilità di esprimersi in modo creativo;
  • rende possibile il processo di ascolto; 
  • favorisce il rafforzamento della fiducia in sé e nell’altro; 
  • facilita lo sviluppo di contatti sociali e l’interazione con gli altri;
  • permette di esprimere sentimenti ed emozioni;
  • aiuta a stabilire e mantenere contatti con la realtà attraverso il suonare e il cantare che racchiudono in sé il profondo significato di esistere;
  • consente una maggiore consapevolezza dell’ambiente circostante e un maggiore coinvolgimento con esso;
  • consente, attraverso l’utilizzo di un linguaggio alternativo a quello verbale, la relazione con i pazienti evitando il problema della comunicazione con un linguaggio che per loro, giorno dopo giorno, perde di significato.

Dal punto di vista riabilitativo, il corretto utilizzo dell’Arte Terapia mira ad ottenere:

  • recupero dell’identità di ogni paziente, attraverso la storicizzazione – dal punto di vista sonoro – delle vicende personali e la creazione di un percorso storico emotivo sonoro mediante il quale risulti possibile riattivare la memoria del passato; su queste tracce di memoria di sé, si potranno poi strutturare pensieri;
  • integrazione del gruppo: nelle sedute di musicoterapia di gruppo si crea un processo di risocializzazione, attraverso il recupero della capacità di riconoscere l’altro e di rapportarsi a lui e all’ambiente, grazie al dinamismo del gruppo associato all’azione del musicoterapista; 
  • recupero, per ogni singolo paziente, di contatto con la realtà circostante: il paziente comincia a relazionarsi agli altri;
  • espressione di meccanismi e di conflitti inconsci che il soggetto è incapace di verbalizzare;
  • miglioramento del tono dell’umore;
  • recupero del processo creativo;
  • recupero del deficit cognitivo (memoria, linguaggio, attenzione);
  • attivazione di processi di mantenimento delle funzioni linguistiche, della memoria, psicomotorie, discriminative, espressivo creative;
  • stimolazione dei processi di attenzione e concentrazione;
  • recupero della concentrazione;
  • recupero della coscienza di sé;
  • sviluppo della capacità di orientarsi nell’ambito di un gruppo;
  • interazione e socializzazione tra i membri del gruppo.

Risultati attesi
Attraverso la ricerca, con l’intervento della Musicoterapia, si intende definire l’approccio più efficace nel trattamento dei pazienti con demenza. A tal fine, i risultati attesi sono quelli di portare i pazienti, ove possibile, a mantenere:

  • le funzioni cognitive;
  • il riconoscimento di sé e degli altri;
  • l’attenzione;
  • la MLT (memoria a lungo termine);
  • la MBT (memoria a breve termine);
  • un accettabile livello di benessere psico-fisico.

E’ importante, a proposito di questo ultimo punto, rammentare che prevenire o intervenire sulle ansie del paziente con demenza in un contesto istituzionalizzato aiuta il lavoro del personale d’assistenza della Casa Protetta in merito alla gestibilità del paziente stesso, tranquillizza i familiari  e migliora la qualità della vita.  

Ubicazione e durata delle attività
Le attività si svolgono all’interno delle RSA Residenza Sociale Assistenziale “Buon Pastore” di Lecce e “residenza Solaria” di Carmiano (LE), strutture che ospitano 25 persone anziane non autosufficienti ciascuna.
Il progetto è in corso. La durata di questa fase di testazione è di 24 mesi, con inizio il 1° Luglio 2012 e termine il 30 Giugno 2014.

Equipe (figure professionali coinvolte)
Musicoterapisti, medici specializzati in neurologia e psichiatria,  psicologi dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative.
L’attività di ricerca terminerà con un evento divulgativo finale e con la realizzazione di materiale multimediale ed editoriale.
Per contribuire alla raccolta fondi, visitare il sito www.artiterapielecce.it

Leave a comment

Commenta

SCARICA LA NUOVA APP DEL DOCENTE
E SCOPRI LA FORMAZIONE ACCREDITATA A PORTATA DI CLICK

App del Docente

Disponibile gratuitamente
per iOS ed Android

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi