Creare ed elaborare
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / creare ed elaborare

Il disegno creato liberamente può essere un’azione utile alla libera associazione di pensieri ed emozioni, riuscendo a trasformare il presente nel ‘qui e ora’. Molti di noi dovranno ammettere di aver conosciuto dei momenti di vertice che sembravano effettivamente porsi ben oltre il tempo, tanto che passato e futuro  si confondevano nell’oscurità. Perso in un tramonto, paralizzato dai riflessi della luna su di un oscuro laghetto di cristallo senza fondo, trascinato fuori dal tempo e da se stesso nell’abbraccio estasiante della persona amata, sorpreso e immobilizzato dal rumore del tuono che echeggia nella nebbia della pioggia. Chi non hai mai toccato l’assenza di tempo?

Sembra tuttavia che soli pochi di noi vivano unicamente e completamente nel presente. Ci soffermiamo su ieri e sogniamo sempre il domani, ciò ci lega alla tortuosa catena del tempo e ai fantasmi delle cose non realmente presenti. Disperdiamo le nostre energie in nuvole fantastiche di ricordi e aspettative, privando il presente che viviamo della sua fondamentale realtà e lo riduciamo a un presente inconsistente che dura appena uno o due secondi, una pallida ombra del Presente eterno. Incapaci di vivere nel presente senza tempo e di godere del piacere dell’eternità, ricerchiamo deboli sostituti nelle semplici promesse del tempo, sempre sperando che il futuro abbia ciò di cui così miseramente manca il presente.

Quand’ è che si può stare tranquilli e rilassati, come in un  dolce fare niente, quando la vita è o sembra essere cosi frettolosa, sempre di corsa per cose che che si devono fare per domani o per oggi, in un eterno presente sempre frettoloso?

Riusciamo a risvegliarci da questo incubo soltanto quando è la vita stessa che ci presenta ‘il conto’ con l’ evento di una malattia, di una perdita importante o di un  incidente di percorso, che ci fa fermare per un instante, togliendoci dalla nostra corsa agitata e ponendoci di fronte a un domani che non si sa quale sarà.

Anche quando siamo in vacanza soffriamo per  l’ansia di riuscire ad approfittare al massimo possibile del tempo che sta per finire o, peggio ancora, per la voglia di ritornare al lavoro perché annoiati.

Secondo il mistico, una vita del genere è a sua volta una vita di miseria. Il mistico sostiene che tutti i nostri problemi sono problemi di tempo, e problemi nel tempo.

Nella creazione libera, senza preoccupazioni delle regole tecniche o altro, si può avere l’ esperienza della realtà senza tempo, dove il flusso delle idee corrono libere in un gioco rilassato e gioioso, pur essendo serio e consapevole nello stesso tempo.

Winnicott parlando delle cure genitoriali sufficientemente buone dice

“Un bambino che può perdersi nel gioco sapendo che il genitore è presente ma non interferisce, è un bambino che ha accesso al proprio sé soggettivo”. Il disegno libero può facilitare una condizione simile. Il bisogno ordinario di controllo viene sospeso, il sé fluttua liberamente. Non si dissolve nel nulla, ma neppure viene conservato nella sua forma ordinaria. C’è la possibilità di una comunicazione silenziosa con oggetti soggettivi.

Questa temporanea dissoluzione dei confini dell’io è sia soddisfacente che arricchente, alimentando un senso di continuità e fiducia che Winnicot riconosce implicitamente come indispensabile per sentirsi reali.

La persona matura ha accesso a una sorta di comunicazione silenziosa che permette un’intensità di esperienza personale che manca quando la mente pensante si sforza sempre di mantenere il controllo.

Il controllo è una forma di resistenza che impedisce il vero sé di esprimersi e realizzare se stesso.

Winnicot nella sua tesi principale sul gioco dice: “Fin dall’inizio il bambino ha esperienze estremamente intense nello spazio potenziale tra l’oggetto soggettivo e l’oggetto percepito oggettivamente, tra le estensioni del me e il non me. Questo spazio potenziale è al punto dell’azione reciproca tra il non esserci altro che il me e l’esserci oggetti e fenomeni al di fuori del controllo onnipotente”.

Questa esperienza intensa si può riscattare quando abbiamo un ambiente che è protetto per potere realizzare l’ esprimersi della creatività. Un ambiente che sia rilassato e permetta il lasciarsi andare nell’ esprimersi libero e senza controlli. Creare un’ atmosfera di questo tipo non è facile e bisogna che le persone siano in grado, tanto emotivamente quanto mentalmente, di favorire questo tipo di ambiente.

L’ambiente è fondamentale per facilitare il contatto con l’ esperienza interiore di qualunque livello essa sia e ci vuole tempo per riuscire a creare una dimensione in cui sia realmente possibile  facilitare la crescita.

Quando mi riferisco al tempo, non parlo di un tempo relativo cronologico, ma di un tempo episodico, di quello che facilita la crescita dove si imparare a percepire. L’evento si manifesta in un clima che sembra magico, come in un’opera di teatro, soltanto che è reale e profondo in un solo stante.

La persona che contempla se stessa è diversa dalla persona che sta nel tempo relativo, dove si occupa del suo io, di come agisce, del mio, ecc.

“Quale suono bello e autentico il contemplare di Goethe! E’ un contemplare di una intimità pura con la Natura; lei si offre a lui e parla continuamente, lei rivela i suoi segreti senza tradire i suoi misteri. Questo contemplare crede nella natura  e parla alla rosa “Allora sei Tu?” e sei uno e la rosa nello stesso momento”.

E’ cosi che si realizza un incontro; Un incontro a due: sguardo nello sguardo, faccia a faccia. E quando sarai vicino io coglierò i tuoi occhi per metterli al posto dei miei, e tu coglierai i miei occhi per metterli al posto dei tuoi, poi io ti guarderò coi tuoi occhi e tu mi guarderai coi miei. Così persino la cosa comune impone il silenzio e il nostro incontro rimane la meta della libertà: il luogo indefinito, in un tempo indefinito, la parola indefinita per l’uomo indefinito”.  

                                                      (J.L. Moreno)

 

Nel mio libro Introduzione alla psicoterapia integrale, parte terza-il gioco e il giocare, cerco di sviluppare il concetto di creatività e passando per  varie teorie  psicologiche e la filosofia orientale, cerco di mettere insieme i punti comuni delle varie scuole, nel tentativo  di aprire un ventaglio per ripensare al concetto del gioco, del creare e della creatività.

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