Attento a come parli
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / attento a come parli

Le parole che diciamo a noi stessi, riguardo a noi stessi, sin da quando ci alziamo dal nostro letto al mattino, hanno un impatto diretto sulla persona che siamo, sulla persona che diventiamo, sui risultati che otteniamo a fine giornata.

 

Ognuno di noi intrattiene un dialogo interno con se stesso, una sorta di locuzione interna che ha il carattere della continuità e dell’insistenza, sembra impossibile fare tacere questa attività che da voce ai nostri pensieri e interpreta instancabilmente gli eventi quotidiani. Attraverso questo linguaggio interno, diamo significato a noi stessi, agli altri, al mondo che ci circonda.

Questo sistema di locuzione interna, con relativa interpretazione, è frutto di un preciso funzionamento neurale: c’è una cellula nel nostro cervello chiamata proprio “cellula interprete”, scoperta grazie agli studi delle neuroscienze degli ultimi 15 anni. Fino a qualche decennio fa credevamo al dualismo cartesiano che indicava i processi della mente e della materia fisica come due tipi di sostanze nettamente distinte: Res Cogitans e Res Exstensa, che non dovevano neanche minimamente contaminarsi, una di tipo elevato ed eccelso, spirituale, l’altra grossolana e bestiale . Proprio gli studi di questi ultimi venti anni hanno approfondito e affermato, invece, che il sostrato fisico dell’attività mentale è lo stesso di ogni attività biologica: le cellule del cervello si comportano come tutte le altre cellule e si specializzano in funzioni diverse a seconda del compito specifico che devono svolgere.

Michael Gazzaniga, ritenuto dalla comunità scientifica il più grande neuroscienziato al mondo, parla appunto di “Interprete” come di un gruppo di cellule che si sono specializzate in una funzione specifica che tende ad elaborare e fornire un senso, un significato agli eventi. E’ una vera rivoluzione scientifica, culturale, pedagogica, psicologica: la Mente Etica, è la scoperta di un potere straordinario e immenso che l’essere umano può, nella consapevolezza, utilizzare per ottenere e dare il meglio di sé. Ma quando il senso che diamo agli eventi è di chiusura autolimitante, l’interpretazione può degenerare assumendo la connotazione di una vera e propria maledizione.

In questo sofisticato e prodigioso processo mentale intervengono anche i “neuroni specchio” (Giacomo Rizzolatti, Parma), se ci hanno educato orientandoci verso una maniera specifica di interpretare comportamenti o eventi, saremo portati ad eseguire un copione interpretativo con specifiche convinzioni su noi stessi, sulle nostre capacità e potenzialità.

Quindi, attento a come parli con te stesso, le parole che ti dici sono come un mantra, una autoipnosi, cambiano radicalmente e orientano i tuoi pensieri, le tue parole e le tue azioni. E’ indispensabile non lasciare queste facoltà a briglia sciolta, ma disciplinarle nell’attenzione e nella consapevolezza del linguaggio che utilizziamo nei confronti di noi stessi. Soprattutto, facciamo attenzione al carattere ossessivo, ripetitivo di alcune di queste locuzioni interne, a quelle parole che tendiamo a ripetere più spesso, quasi come un incantesimo: esempio “Vedi, non porti mai a termine le cose”, “Ogni volta la stessa storia …”, “Ormai non posso più …” Attenzione a queste paroline … ORMAI, OGNI VOLTA, SEMPRE, MAI. Etc.

Inoltre, occupare la nostra mente con tali locuzioni, è un gran consumo di energie sottratte ad attività mentali costruttive. Oppure, con un concetto similare, come afferma un detto zen “se non vuoti la tua tazza, non potrò insegnarti la meditazione”. E’ un notevole spazio mentale che rimane occupato, ingombro, senza possibilità di essere utilizzato per imparare o per altre nuove opere.

Se le persone comunicassero in maniera corretta e leale con se stesse, avremmo individui più sani, creativi ed equilibrati. Se imparassimo ad utilizzare le nostre capacità attentive per dialogare correttamente con noi stessi, attingeremmo ad emozioni superiori e a potenziali creativi inimmaginabili, generando dentro di noi e intorno a noi minori situazioni di sofferenza e disagio.

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