Arteterapia: conversazione con Roberto Pasanisi
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Arteterapia: conversazione con Roberto Pasanisi

Si è svolto a Napoli da venerdì 17 a domenica 19 giugno 2011 l’VIII Seminario internazionale interdisciplinare CISAT di Psicologia, Psicoterapia e Letteratura Il modello dell’Arteterapia come ‘psicoterapia eclettica ed integrata’: le ‘psicoterapie esperienziali’ fra Oriente e Occidente. A Roberto Pasanisi, direttore del Centro Italiano Studi Arte-Terapia (CISAT), settore dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, e tra i promotori dell’evento, abbiamo posto alcune domande.

Che vuol dire il modello dell’Arteterapia come psicoterapia eclettica ed integrata?

Al CISAT ho fondato dal 1994, insieme alla mia équipe di collaboratori, l’Arteterapia come psicologia clinica, ovvero come psicoterapia d’avanguardia: il modello CISAT.

Qui si intende l’Arteterapia come psicologia clinica, ovvero come una ‘teoria ed una prassi psicoterapeutica’ a tutti gli effetti ed autonoma, sviluppando questa disciplina come una scuola di psicoterapia tout court, curata non da scrittori o pittori o scultori o da psicologi di altre scuole, ma da specialisti in questo particolare tipo di psicoterapia; e se ne sono posti i ‘fondamenti’ teoretici e pratici.

Fissiamo dunque in ‘ART’ la sigla abbreviativa della disciplina che proponiamo sotto il nome di ‘Arteterapia’, intesa come una nuova scuola psicoterapeutica, costituita secondo un ‘modello integrato’ e contrassegnata da tre caratteristiche fondamentali e sue specifiche: l’uso dell’arte e delle sue tecniche come ‘strumento terapeutico’; l’approccio integrato, ove opportuno, con il training autogeno (TA) nella sua formulazione classica; la costituzione eclettica, che le permette di attingere, sia sul piano teorico che su quello propriamente terapeutico, a diverse altre scuole, segnatamente alla Psicoanalisi, alla Psicologia analitica, alla Psicologia della Gestalt ed all’Analisi Transazionale (AT).

Ne consegue, come rilevante corollario, che l’Arteterapia così intesa si configura fra le cosiddette ‘psicologie del profondo’ e che integra ‘tecniche analitiche’ con ‘tecniche esperienziali’, dalla Psicologia della Gestalt all’Analisi Transazionale, appunto.

Cosa si intende con le psicoterapie esperienziali fra Oriente e Occidente?

Altrettanto caratterizzante dell’Arteterapia secondo il ‘modello CISAT’ è la sua vicinanza con le filosofie orientali, segnatamente il Buddismo Zen ed il Taoismo, ma anche il Confucianesimo: di queste antiche scuole di pensiero essa condivide innanzi tutto il rifiuto della ‘malattia della metafisica occidentale’ (per dirla alla Derrida), il cerebralismo degli infiniti ‘perché’, l’iper-razionalismo della cervellotica parcellizzazione di microscopiche analisi e di egotistiche auto-osservazioni, che in terapia non fanno altro che alimentare le razionalizzazioni del paziente; privilegiando invece l’ ‘essere’ come unità e totalità ed il ‘come’ quale modello ermeneutico, convinta che è nell’attimo che scorre l’eterno.

Il nevrotico è anche una persona che è ‘separata’ dagli altri e dal mondo, ma prima ancora da se stesso: compito del terapeuta è ristabilire questo duplice e parallelo legame, ricostituendo l’unità perduta con il tempo (nel suo scorrere) e con l’universo (nel suo essere totale).

In Italia l’Arteterapia non riesce ad avere quel riconoscimento istituzionale che invece ha in altri paesi: come mai?

Innanzi tutto per due ragioni fondamentali, direi: le malattie inguaribili della burocrazia, del provincialismo e del clientelismo italiani, chiusi a tutto ciò che è nuovo e/o di avanguardia; e l’uso e l’abuso del termine arteterapia, adoperato genericamente e non scientificamente.

Molti in effetti sono in Italia le scuole ed i corsi di scrittura creativa, i laboratori di pittura e scultura a fini terapeutici o riabilitativi, ed altre iniziative simili; come pure gli psicologi, gli psicoterapeuti e gli psichiatri che usano l’arte in forma per così dire ‘ancillare’, cioè come una tecnica fra le altre nell’ambito di una teoria e di una prassi diverse, che nulla hanno a che vedere con l’Arteterapia.

Il CISAT è invece l’unica istituzione, riconosciuta nel nostro Paese, che pratichi l’Arteterapia come una teoria ed una prassi psicoterapeutica a tutti gli effetti ed autonoma, sviluppando questa disciplina come una scuola di psicoterapia tout court, curata non da scrittori o pittori o scultori o da psicologi di altre scuole, ma da specialisti in questo particolare tipo di psicoterapia.

Fonte:  “AipsiMed Associazione Italiana Psichiatri Medici”

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