Arteterapia: come, dove e quando
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Per fare ordine possiamo suddividere gli ambiti di applicazione dell’arteterapia in tre grandi aree, e cioè, quella della terapia, quella della riabilitazione, e quella dell’educazione-prevenzione.
Sin dalla sua nascita l’arte-terapia si è subito sviluppata principalmente come strumento di sostegno nelle cure psichiatriche di persone con gravi disturbi psichici, come ad esempio gli psicotici e gli autistici (area terapeutica). Fu infatti presto chiaro a medici e psicologi che queste persone riuscivano ad  esprimersi meglio con il corpo o con i gesti, modellando la creta, ballando, o raffigurando nei disegni le proprie angosce, piuttosto che attraverso le parole, per cui il ricorso all’espressione artistica poteva aiutarle a superare le gravi difficoltà di comunicazione, tipiche delle persone affette da questi disturbi. Tali risultati portarono ad  estendere l’uso di queste tecniche anche a pazienti con disturbi “meno gravi”, come ad esempio disturbi dell’umore e disturbi d’ansia, nei quali si riscontra grazie all’uso dell’arte-terapia (Pasanisi, 2001) un aumento dell’autostima, un consolidamento dell’Io e un miglioramento delle capacità di socializzazione.
I successi ottenuti  nell’ambito della terapia portarono, con il passare del tempo, ad estendere l’uso dell’arte-terapia al campo della riabilitazione di soggetti con danni neurologici e con handicap fisici, ma senza vere e proprie patologie psichiche, ambito di applicazione più frequente oggi. Esprimersi in attività creative aiuta queste persone a ridurre la negazione della disabilità, sviluppare maggiore autonomia personale e sviluppare relazioni sociali. Infatti “Insegnando alle persone a vedere ciò che le circonda, a esprimere le loro emozioni, e affermando continuamente che loro, e soltanto loro, possonotracciare quei particolari segni sulla carta o sulla tela, queste persone hanno maggiori opportunità di conoscere se stesse e il loro diritto di essere rispettate e di volersi bene” (Warren, 1993). Ma l’uso dell’Arte-terapia nell’area della riabilitazione non riguarda solo i disabili. L’Arte-terapia, infatti, viene spesso usata anche come strumento di sostegno nel trattamento di malati terminali di AIDS e dei malati oncologici, dove grazie anche ad un semplice scarabocchio, ballando o assumendo determinate posizioni, è possibile scaricare lo stress e le tensioni e alleviare quel senso di torpore che spesso fa dimenticare di avere un corpo.
Per quanto riguarda invece l’area dell’educazione, mi riferisco invece al trend, più nuovo, di utilizzare l’arte-terapia anche con persone “normali”, o comunque non portatrici di disagi specifici, come forma di educazione, appunto, alla sensibilità, alla creatività, all’autoconsapevolezza e alla accettazione di sé. Sono tante, infatti, le situazioni quotidiane in cui le persone, sia adulti che bambini, avvertono una sensazione di “crisi”, di difficoltà, e il bisogno di ristabilire l’equilibrio con se stessi e con il mondo esterno (lutti, separazioni, insuccessi a scuola o nel lavoro, etc.). L’arte-terapia, come abbiamo visto, può aiutare queste persone a contattare, esprimere ed elaborare le proprie emozioni, ad affrontare i propri conflitti, e a ritrovare la fiducia in sé. Inoltre, in una società che dà sempre meno spazio ed importanza alla creatività e alla fantasia – intese nel senso di capacità di esprimere se stesso e di relazionarsi con il mondo in maniera sempre nuova ed originale, e dunque nel senso di flessibilità e capacità di adattamento – e in un mondo talmente frenetico e in eccesso di stimolazione che non ci agevola ad una reale conoscenza di noi stessi e delle nostre emozioni, ritengo che l’arte-terapia possa costituire quello spazio e quel tempo in cui incontrare noi stessi, esprimere le nostre emozioni, qualunque esse siano,  confrontarci con i nostri aspetti più profondi, e sperimentarci in diverse abilità, per promuovere l’autoconsapevolezza e mantenere o ritrovare il benessere psicofisico. Tra le forme d’arte principalmente utilizzate in arte terapia si possono menzionare tutte le arti grafiche, dal disegno alla scrittura; la danza; la musica; il teatro e la  cinematografia.

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