Il senso di colpa
Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze / il senso di colpa

Per difenderci da questo nemico invisibile, ma molto più presente e reale di alcune cose visibili all’occhio umano, dobbiamo imparare a frequentarlo e conoscerlo attentamente, altrimenti dirigerà la nostra esistenza come se gli avessimo dato noi le redini della nostra vita.

Senso di colpa vuol dire concretamente che inconsciamente e profondamente senti e sei convinto di meritarti una pena, una giusta punizione per ciò che sei o sei diventato.

Questa malsana convinzione nutre e alimenta la paura di una  punizione che prima o poi arriverà “giustamente”, e la serie di pensieri funesti che ne consegue, sono flussi continui di onde neuro elettriche a bassa frequenza: energia, cioè, a tutti gli effetti, ma non “energia magica” come alcune dottrine raccontano, stiamo parlando di energia della materia di cui siamo composti e del suo funzionamento meccanico.

Ciò fa sì che quello che più temiamo, e che attendiamo in qualche modo, accade tramite un evento o una situazione particolare che ci porterà a dire: “Ecco, lo sapevo, come al solito! Sono nato sotto una cattiva stella! La fortuna non è mia compagna! Sono un fallito e me lo merito!”

L’ Analisi Transazionale spiega bene l’esistenza di questi eventi con il concetto di “copione”ed Eric Berne, che ne è il fondatore, dà la seguente definizione: “E’ un piano di vita basato su una decisione presa nell’infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli eventi successivi, e che termina  con un’alternativa prescelta dalla persona”.

Quindi, questo copione che non ci dà scampo, ma che noi stessi abbiamo scelto come risposta all’ambiente nei primi anni dell’infanzia, si ripete continuamente, e per alcuni si può ripetere anche per una vita intera fino a quando la persona non prende consapevolezza del vortice mortale nel quale è imbrigliato e decide di cambiare. Ma da questo copione, che io chiamo anche “binario neuronale”, il treno della nostra esistenza, deve necessariamente deragliare per poter avere una qualità di vita piena e soddisfacente.  Il compito dell’arteterapeuta o di un operatore nella relazione d’aiuto, è quello di rispecchiare e restituire  questo copione  presentandolo al paziente così da invitarlo a prendere il “Controllo Adulto” che nasce solo dalla consapevolezza del Sé profondo. Poi, con opportune tecniche, di fornirgli gli strumenti di esercizio che lo possano condurre all’autonomia, cioè a liberarsi finalmente del copione e a sostituirlo con un funzionamento neuronale salutare che gli restituisca una vita qualitativamente appagante.

Via, quindi,  il regalare le tue migliori energie al SENSO DI COLPA “manipolatore” della vita e alla conseguente paura da cui dipendi ossessivamente: spazziamo quel pensiero che ti fa ritenere continuamente vittima di un mondo  che agisce come un tiranno e che spesso non punisce i cattivi e non premia i giusti. Questo è un modo/retaggio infantile di approcciarsi alla vita ed è anche altamente pericoloso e  deresponsabilizzante  così come l’ attitudine a lamentarsi sempre degli altri e di ciò che ci circonda.

Il mondo va a rotoli, non ci sono più valori, non ti puoi fidare di nessuno … ecco le frasi più ricorrenti su questi nostri tempi, ma ognuno vede il mondo attraverso l’idea che ha di se stesso e rimanendo nel copione di vittima, non farà altro che perpetuare questa pseudo realtà che contempla distorta.  Le azioni che si compiono sotto questo modo di percepire l’interno e l’esterno a noi, non sono vere azioni quanto RE-azioni automatiche dipendenti dalla paura e dal giudizio.

La vera azione è ben differente ed è dettata dalla contemplazione di un sogno, di un progetto di rinascita e non da una paura di soccombere!

Direzionare i pensieri, l’energia neuronale e le capacità attentive a favore o contro qualcosa la rende manifesta, la fa persistere e la moltiplica. Purtroppo non siamo solo noi ad agire con questo retaggio infantile così bene descritto dalla psicologia, ma anche la famiglia, le agenzie educative, la società stessa ci propongono  modelli visivi, uditivi, comportamentali infantili volti a farci ricercare la felicità fuori di noi – in un nuovo sistema di governo, in uno stipendio maggiore, in una diversa posizione sociale – cioè nell’unico luogo dove essa non può trovarsi, soprattutto lontano dal nostro vero Sé. 

Imprigionati in tutte quelle programmazioni che si aggirano dentro di noi, inculcate come copioni dalla nascita, continueremo a deresponsabilizzarci e a dare la colpa agli altri senza possibilità di cambiamento. Se ci identifichiamo con le nostre paure e i nostri sensi di colpa, saremo sempre e solo la risposta ad uno stimolo esterno. Un semplice e tragico esperimento di CAUSA/EFFETTO.

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