Nasce il Protocollo Discentes per l’apertura di nuove scuole di formazione in Arti Terapie in Italia
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Nasce il Protocollo Discentes per l’apertura di nuove scuole di formazione in Arti Terapie in Italia

Intervista di Raffaela D’Alterio a Stefano Centonze, Direttore e Fondatore dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative e della piattaforma e-learning Discentes.it

Siamo in compagnia di Stefano Centonze, Direttore e Fondatore dell’ Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative, Scuola di Formazione e Centro Studi sull’applicazione delle Arti Terapie. Oggi parliamo di una grande novità che interesserà tutti gli addetti ai lavori e gli interessati a queste affascinanti discipline. Qual è, dunque, la notizia, Direttore?

La notizia è che, dopo un anno d’attesa, da oggi il nostro Istituto si apre a nuove collaborazioni in tutta Italia, attraverso l’apertura di sede regionali e provinciali dei Corsi Triennali di Formazione in Musicoterapia, Arte Terapia Plastico-Pittorica, Teatro Terapia e Danza Movimento Terapia.

– In altre parole?

In altre parole, il nostro Istituto, incoraggiato dall’ottimo riscontro presso gli oltre 60.000 visitatori annui del portale www.artiterapielecce.it e presso i 40.000 abbonati alla Rivista On Line, con questa determinazione intende esportare il proprio modello didattico ed  offrire un partenariato stabile a quanti vogliano avviare una propria scuola di  formazione in Arti Terapie in ogni Regione.

– Possiamo parlare della nascita di un circuito d’affiliazione alla Scuola di Arti Terapie di Carmiano?

Sì ma solo da alcuni punti di vista. Il senso dell’iniziativa è mettere a disposizione della diffusione della cultura delle Arti Terapie – e per incentivare il loro riconoscimento formale, che passa da una capillare articolazione delle scuole di formazione e della veicolazione di un messaggio di alta professionalità –  un modello sul quale abbiamo lavorato per degli anni. l’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative, che ha come scopi statutari la formazione in Arti Terapie degli operatori, l’applicazione delle Arti Terapie al disagio fisico, psichico e sociale e la ricerca scientifica, organizza dal 2004, nel Salento, corsi di specializzazione triennale in Musicoterapia, Arte Terapia Plastico-Pittorica, Teatro Terapia e Danza Movimento Terapia. Nel suo modello didattico ha da sempre utilizzato un impianto teorico di base corposo (lo studio del materiale documentale) che, con l’avvento di internet e delle nuove tecnologie, abbiamo scelto di svolgere in FAD, a distanza, sulla nostra neonata piattaforma e-learning Discentes.it, visibile all’indirizzo web www.discentes.it.

– Dunque, non si tratta solo di trasferire on line quello che tradizionalmente si studia in presenza…

Infatti. On line si studieranno solo le materie teoriche, mentre in presenza sarà necessario svolgere la formazione laboratoriale che, nelle nostre discipline, è imprescindibile. Il Protocollo Discentes è un modello integrato di formazione, tra studio a casa e attività in presenza: noi forniamo la piattaforma per lo studio a distanza, le sedi che aderiranno forniranno le attività di laboratorio, che confluiranno in un unico calendario nazionale che sarà disponibile sul nostro sito, ed un tutor per monitorare lo studio degli allievi di quella determinata sede. Ciò, d’altro canto, creerà un circuito nazionale di scuole che aderiranno ad un calendario unico e che permetterà ad ogni allievo di scegliere la sede più vicina o quella più interessante dove svolgere la propria formazione in presenza. Insomma, libero mercato, libera circolazione ma all’interno di un sistema circoscritto, monitorato e professionale: tutti gli allievi che vi aderiranno dalle varie scuole si incontreranno on line, scambieranno esperienze, materiali, conoscenze… Svolgeranno, dunque, una formazione molto ricca e a costi molto contenuti – dettaglio non trascurabile -.

– Ma questo studio on line non può pregiudicare la qualità dei corsi?

Affatto. Anzi, al contrario. Noi crediamo che organizzare in modo intelligente lo studio di dispense, monografie, presentazioni in power point, le lezioni in diretta e registrate, le discussioni e i test agevoli la programmazione dell’apprendimento graduale dell’allievo, il quale, al termine del triennio, avrà competenze che gli permetteranno di relazionarsi ad ogni genere di professionalità. Dalla scuola, con gli insegnanti, ai contesti clinici, con i medici. Quindi, e con ciò torno alla sua precedente domanda, il protocollo Discentes per la formazione in Arti Terapie in Italia non è solo un circuito di affiliazione. O, meglio, lo è per le scuole di nuova costituzione che possono adottare il nostro know how. Ma le scuole già attive possono aderirvi semplicemente per utilizzare un impianto teorico del valore di circa 500 di studio in tre anni, in aggiunta ai modelli didattici già adottati.

– Ecco, prendiamo l’esempio di una scuola di formazione già operante. Quale vantaggio le comporta l’adesione al protocollo Discentes?

Beh, il protocollo Discentes organizza tutta la didattica documentale con uscite programmate dei testi, argomenti di discussione e verifiche. Tutto contenuto nel piano di studi generale. Una scuola attiva che adotti il nostro Protocollo, può razionalizzare lo studio teorico on line ed incastrarlo con le attività di laboratorio, così soddisfacendo le necessità degli allievi che spesso vivono la frustrazione della divergenza tra momento teorico e momento esperienziale. Può, inoltre, seguire con maggiore semplicità gli allievi più distanti dalla propria sede, aumentare il monte ore del proprio percorso triennale, monitorare lo studio sistematico degli allievi, abbattere i costi, anche per la tenuta della segreteria (consideriamo la mole di lavoro che ci vuole per organizzare un test in presenza) e altro ancora.

– E per le scuole di nuova costituzione?

Per le scuole di nuova costituzione che nascono con il Protocollo Discentes è ancora più semplice. Noi forniremo tutti i supporti all’avvio, dal modello d’iscrizione per allievi, al corso per i Tutor on line, ai docenti per le attività in presenza, se non già disponibili. Oltre a tutti i vantaggi di cui abbiamo già parlato prima. Le nuove sedi sarà necessario che individuino semplicemente uno spazio fisico per le attività di laboratorio.

– Si direbbe, una bella rivoluzione nelle Arti Terapie…

Sì, se si considerano i punti nodali della formazione oggi disponibile in Italia. E forse è il caso di fare un po’ il punto della situazione.

Lo stato dell’arte dice che l’offerta formativa in Arti Terapie (Musicoterapia, Arteterapia Plastico-Pittorica, Danzaterapia e Teatroterapia) è affidata a un considerevole numero di Scuole private, in larga parte associazioni, ciascuna delle quali con un proprio modello di riferimento e con una propria struttura didattica. In mancanza di normativa nazionale in materia di riconoscimento delle professioni ed in mancanza di albi professionali, ogni Scuola può, infatti, stabilire autonomamente la durata della formazione, le materie di studio, le competenze dei docenti, il titolo rilasciato, se svolgere supervisioni e tirocinio, le modalità di valutazione della formazione, i requisiti d’accesso degli allievi, ecc.

Esistono, tuttavia, da sempre, nelle associazioni di categoria, prevalentemente a carattere europeo o mondiale, criteri di base per la formazione di figure professionali in grado di operare consapevolmente in ambito pedagogico quanto clinico. Solitamente, dovendo tracciare un quadro generale comune alle quattro discipline (Musicoterapia, Arteterapia Plastico-Pittorica, Danzaterapia e Teatroterapia), il corso ideale dovrebbe avere una struttura didattica nell’arco di tre anni almeno di formazione e per 800-900 ore di aula, bilanciata tra gli insegnamenti afferenti all’area teorico-relazionale  (psicologia, psichiatria, neurologia), all’area artistica di riferimento (musica, danza, teatro, pittura) ed all’area specialistica (musicoterapia, danzaterapia, arteterapia plastico-pittorica, teatroterapia).

Oltre all’organizzazione didattica di base, l’elemento che caratterizza la formazione in Arti Terapie è che la medesima è rivolta essenzialmente alle figure professionali che operano nell’helping professions, dunque maggiorenni, con una forte motivazione alla relazione d’aiuto ed in grado di sostenere economicamente un costo importante per una formazione ancora non riconosciuta. In tutti gli altri casi, ovvero allorquando gli allievi provengono da esperienze formative diverse o da formazione prevalentemente in ambito artistico, la statistica evidenzia un elevato tasso di abbandono dei corsi di formazione, sia per il venire meno delle motivazioni (non adeguatamente valutate in sede di colloquio preliminare), sia per il notevole impegno che il corso stesso comporta (operatori impegnati durante la settimana si trovano a dover frequentare i corsi nel week end, sottraendo tempo alla famiglia ed al proprio riposo), sia per ragioni di carattere economico (un corso triennale di prima fascia oggi prevede un costo medio di circa di Euro 1.800/00-2.000/00 all’anno).

Ultimo fattore di criticità rilevato è che ogni Scuola appare come un universo a se stante, nel quale, per un allievo che voglia frequentare alcuni momenti formativi, appare impossibile integrarsi per via di organizzazioni didattiche sempre troppo diversificate.

– E su questi fattori di criticità si innesta la vostra proposta…

Esatto. Il protocollo Discentes è un documento programmatico, realizzato dall’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative per l’affiliazione di Scuole di Formazione, sia esistenti che future, ad un modello integrato di formazione in Musicoterapia, Arteterapia plastico-pittorica, Danzaterapia, Teatroterapia, tra attività di laboratorio in presenza e formazione a distanza, con l’obiettivo di migliorare e consolidare le competenze in uscita degli allievi, a vantaggio di una maggior professionalizzazione degli arte terapeuti, di ridurre  i costi della formazione in Arti Terapie e di  aumentare il numero delle domande di iscrizione nelle Scuole di Arti Terapie del territorio nazionale.

Prevediamo, dunque, un programma di consociazione con l’apertura di una delegazione in ogni regione d’Italia e di altre sedi principali in totale autonomia gestionale, organizzativa e di identità, ma in condivisione di impianto metodologico.

 

Lei, dunque, come vede la Scuola di Arti Terapie del futuro?

Noi abbiamo previsto che la formazione in Arti Terapie possa essere uniformata ad un numero esiguo di modelli didattici. Noi abbiamo il nostro e lo mettiamo a disposizione degli addetti ai lavori, presenti e futuri. Crediamo, questo sì, che il nostro progetto sua all’avanguardia, stabilisce che gli allievi in formazione possano circolare liberamente all’interno di un sistema di Scuole che scelgano di adottare un protocollo comune, snello e dinamico, livellato verso l’alto, ovvero fondato su basi teoriche e scientifiche comuni su cui innestare attività di laboratorio diversificate, in ciascuna Scuola secondo il proprio modello di riferimento. Ciò mai a discapito delle competenze in uscita. Il nostro protocollo, anzi, mira a garantire che le stesse siano consolidate e spendibili, grazie ad uno studio del materiale documentale graduale e costante, al pari del monitoraggio e delle verifiche sulla crescita personale e professionale di ogni allievo. L’uso della piattaforma e-learning, poi, non è altro che il risultato dell’esigenza di essere al passo con i tempi: sappiamo che prendono sempre più piede le nuove tecnologie, in modo particolare con l’uso degli strumenti oggi messi a disposizione da Internet, e che questo strumento consentirà un buon abbattimento dei costi di iscrizione ai corsi di Arti Terapie. Non abbiamo fatto altro che coniugare correttamente i due momenti.

 

Le andrebbe di illustrare in sintesi per i nostri lettori le caratteristiche e i vantaggi del Protocollo Discentes? Credo sia interessante avere un’anteprima…

Intanto, propongo ai lettori interessati a formarsi o a collaborare con noi di scaricare il documento programmatico da me firmato e disponibile sul sito www.artiterapielecce.it. In breve, per rispondere alla sua domanda, credo sia utile sottolineare le caratteristiche principali. Il Protocollo Discentes garantisce 170 ore di studio all’anno – 510 ore nel triennio – tra discipline teoriche di base (psicologia, psichiatria, neurologia, con argomenti diversificati secondo l’anno di corso), teorie e tecniche delle Arti Terapie (principali modelli e applicazioni della Musicoterapia, Arteterapia Plastico-Pittorica, Danzaterapia e Teatroterapia) e monografie di approfondimento per ogni disciplina. Fornisce materiale documentale (dispense in PDF, lezioni in video, in diretta e registrate, presentazioni in PPT), così evitando che l’allievo sostenga il costo dell’acquisto dei testi, e strumenti di monitoraggio e verifica sulla formazione di ogni allievo, grazie alla tracciabilità della presenza dello stesso on line, all’uscita temporizzata del materiale documentale, alla pubblicazione degli argomenti di discussione successiva alla comparsa del materiale da studio su piattaforma, al test intermedio individuale on line con correzione automatica contestuale. Garantisce, dunque, lo studio graduale e costante del materiale proposto e, al tempo stesso, agevola l’organizzazione dei calendari nella Scuola (le attività di laboratorio, ad esempio, possono essere organizzate in prossimità dell’uscita di un determinato materiale documentale), così contribuendo a creare un “metodo didattico” di cui spesso gli allievi sentono la mancanza, come già detto. Dal punto di vista economico, consente una riduzione dei costi di iscrizione a carico degli allievi, oltre a ridurre, per le suole di formazione, i costi di segreteria (gestione progetti, test, aggiornamento dei libretti degli esami, tenuta dei verbali relativi alle prove scritte) e delle  docenze.

Spero di non essere stato troppo ripetitivo ma credo che le novità vadano illustrate in modo dettagliato ed approfondito. In fondo, siamo ad un passo dal futuro. Anzi, il futuro delle Arti Terapie e già oggi, mentre ne parliamo.

 

Per concludere, chi può fare richiesta di aprire una scuola di nuova costituzione in base al Protocollo Discentes?

Sostanzialmente, chiunque operi nelle professioni d’aiuto, nel volontariato, in ambito clinico, indipendentemente dal fatto che abbia già formazione in arti terapie o che si tratti di associazioni, società o singoli professionisti, scuole di formazione o scuole di arti terapie, poiché saremo noi a fornire le garanzie e le professionalità necessarie per assicurare un’ottima qualità della formazione. Non ci diamo limiti. Il nostro Protocollo può supportare qualunque proposta di collaborazione. Certo un limite c’è: è quello delle sedi per Regione o Provincia. Noi apriremo solo una sede per ogni Provincia, in ordine di arrivo e di valutazione di domanda. Per ogni Regione con almeno tre sedi attive, attiveremo successivamente una delegazione regionale con altre caratteristiche di cui per ora è prematuro parlare.

 

Oggi si dice che la nuova imprenditoria passi per il sociale. Sembra proprio così. Per quando è previsto il lancio del progetto?

Entro pochi giorni e fino a fine anno i siti istituzionali e partner riporteranno la notizia. Da Gennaio, ad ogni modo, partirà la prima esperienza per le nuove sedi, anche da Settembre, per le scuole già attive che vogliano utilizzare la nostra piattaforma. Il sistema lo abbiamo già testato a Lecce in questo anno e funziona. E soprattutto piace.

Vogliamo lasciare un indirizzo per contatti e per seguire questa splendida opportunità?

La notizia sarà diramata attraverso il nostro Ufficio Stampa sui siti www.artiterapielecce.it, www.discentes.it, www.polomusicoterapia.it e www.circolovirtuoso.net.

Sempre a breve, saranno diffusi comunicati audio e video, ad esempio attraverso Mappa Terzo Settore Web TV (www.mappaterzosettore.it/webtv) ed il nostro canale Youtube. La notizia sarà diffusa, infine, attraverso Facebook, Myspace, Twitter ed altri comuni canali d’informazione e condivisione. Per i contatti telefonici, la nostra segreteria risponde allo 0832.601223 e 329.4226797.

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