Musica e Terapia: scopriamone insieme la relazione
Formazione eLearning / musica e terapia come funzionano

Musica e Terapia: scopriamone insieme la relazione

Dagli anni 70 si parla sempre di più in Italia di Musicoterapia ma altrettanto tempo ci si rende conto che esiste poca chiarezza intorno a questo termine. Musicoterapia è formata da due parole: MUSICA e TERAPIA.
La Musica è l’arte di organizzare i suoni nel tempo. I suoni hanno delle loro intrinseche caratteristiche che vengono studiate e catalogate dal fisico acustico; nello stesso tempo la modalità con cui vengono organizzati, attinge alle capacità creative di colui che compone insieme i suoni; ancora, il prodotto finale, costituisce un’esperienza per l’autore e per il fruitore. La parola Terapia ha invece un rapporto diretto con il cambiamento, cambiamento di una persona che presenta una particolare disfunzionalità nella sua vita relazionale, affinché possa porsi in modo più ottimale nei confronti di se stessa e della realtà circostante. Musicoterapia ha a che fare con tutti e due gli aspetti considerati e quindi con tutte quelle discipline che ruotano attorno alla musica da una parte ed alla terapia dall’altra. Uno degli elementi caratteristici della Musicoterapia è la TRANSDISCIPLINARIETA’.
Un altro elemento che vorrei prendere in considerazione è l’essere un mezzo per attivare la comunicazione. Quando facciamo riferimento alla musica siamo abituati a pensare automaticamente a quella strutturata, nei suoi diversi generi, che viene composta ed eseguita principalmente per ottenere come effetto il godimento estetico. Il musicista compositore tende anche a trasmettere i propri stati d’animo attraverso la propria musica per mezzo di una ben precisa strutturazione che si
rifà alle regole insite della teoria della musica, ulteriormente sviluppate dalla semiologia musicale.
Il musicista esecutore si preoccuperà di esprimere il più fedelmente possibile l’intento del compositore e di dare come risultato finale un prodotto gradevole dal punto di vista estetico; il fruitore recepirà in parte ciò che il musicista voleva comunicare con la musica,in parte proietterà, su questa, i propri vissuti personali. Si è quindi creata una comunicazione tra il musicista e l’ascoltatore, dove però diventa trascurabile dal punto di vista dei risultati se l’esito non è particolarmente adeguato all’intenzione; ciò che prevalentemente viene richiesto è il godimento, la piacevolezza legati a quella particolare musica.
In Musicoterapia invece appare fondamentale raggiungere come scopo la comunicazione con un altro essere il quale, il più delle volte non è in grado di rapportarsi correttamente attraverso l’uso del canale verbale. Nel momento in cui la comunicazione si è creata, il Musicoterapista\euta può agire attraverso la relazione creatasi per ottenere la modificazione di alcuni comportamenti del paziente o per ottenere il cambiamento di quest’ultimo, cambiamento che presuppone la messa in crisi
profonda dello stesso e l’esplorazione altrettanto profonda delle sue emozioni.
Bruscia distingue l’uso della MUSICA COME TERAPIA da quello della MUSICA IN TERAPIA.
Nel primo caso la musica è accessoria ad altre tecniche, serve per facilitare o rafforzare i risultati che con quelle tecniche è possibile ottenere e la presenza dell’operatore specializzato è importante per orientare le attività in modo tecnicamente ottimale ma non è sempre determinante. Per intenderci meglio mi riferirò ad alcune pratiche mediche in cui la musica viene usata per influenzare gli stati fisici, mentali o emotivi del paziente durante o dopo il trattamento medico. In questi casi,
infatti, la musica serve da agente primario da sola o contemporaneamente ad altri interventi e la relazione paziente – terapeuta è di secondaria importanza rispetto agli effetti diretti della musica.
Standley (1986) ha elencato gli usi diretti della musica in medicina nei seguenti casi: Ridurre l’ansia pre – operatoria e diminuire la quantità di medicine necessarie per l’anestesia.

Ridurre l’ansia durante interventi chirurgici che implicano l’anestesia locale e mascherare i rumori della sala operatoria.

Aiutare i pazienti che si risvegliano dopo l’operazione in sala rianimazione.
Ridurre i disagi, i dolori o gli effetti collaterali negativi post – operatori.
Ridurre i disagi e distrarre il paziente durante la dialisi.
Ridurre dolore e ansia durante la cura e il trattamento delle ustioni.
Ridurre il dolore e rafforzare gli effetti analgesici delle cure ai malati di cancro.
Stimolare l’acquisto di peso, ridurre il dolore e lo stress ed abbreviare la degenza ospedaliera di neonati prematuri o malati.
Ridurre il dolore e l’ansia e rafforzare gli effetti anestetici e analgesici durante le cure dentali.
Organizzare la respirazione e ampliare la capacità polmonare dei pazienti affetti da problemi respiratori.
Guidare e motivare gli esercizi di terapia fisica per pazienti ustionati, traumatizzati ortopedici, colpiti da ictus cerebrale, che hanno difficoltà di articolazione, motorie, i coordinazione dei movimenti, deambulatorie.
Offrire stimolazione sensoriale e attività di apprendimento.
Stimolare l’attività sensoriale e la capacità di comprensione nei pazienti comatosi.
Ridurre la depressione o l’ansia causata dalla mancanza di stimoli sensoriali negli ambienti ospedalieri sterili.
Ridurre la frequenza degli attacchi nei pazienti epilettici, utilizzando la musica in biofeedback.
Abbassare la pressione sanguigna, il ritmo cardiaco, il livello dell’ormone dello stress e la tensione muscolare nei pazienti cardiopatici
Ridurre la frequenza dei mal di testa ed emicranie attraverso applicazioni comportamentali.

Leave a comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi